Un sms e una telefonata con numero falsificato convincono la vittima a eseguire bonifici istantanei: recuperata gran parte della somma
Un sms apparentemente inviato dalla banca con l’avviso di movimenti sospetti sul conto, seguito da una telefonata in cui il numero visualizzato sul display sembrava quello ufficiale dell’istituto di credito. È iniziata così la truffa ai danni di un 65enne di Cupramontana, in provincia di Ancona.
Convinto di parlare con un operatore bancario, l’uomo ha seguito passo dopo passo le indicazioni ricevute, arrivando a effettuare quattro bonifici istantanei per un importo complessivo vicino ai 29mila euro. Il raggiro è stato messo in atto con la tecnica dello “spoofing”, che consente di falsificare l’identità digitale del chiamante rendendola credibile.
Il caso è arrivato davanti al Tribunale di Ancona, dove oggi un 55enne originario di Torre del Greco è stato condannato a due anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice Alessandra Alessandroni.
Nel corso di una precedente udienza, la vittima aveva raccontato in aula le fasi del raggiro, sottolineando come il presunto operatore conoscesse anche il suo nome e riuscisse a sembrare autentico. “Sembrava davvero la mia banca”, aveva dichiarato. L’uomo era stato guidato a inserire cifre apparentemente di prova, che in realtà si sono trasformate in trasferimenti reali, fino a un’operazione da 18mila euro. Secondo quanto riferito, gli era stato detto che si trattava di movimenti “virtuali” necessari per bloccare un presunto attacco di phishing.
La frode è stata scoperta solo quando l’app bancaria è stata bloccata da un avviso autentico del sistema di sicurezza. Subito dopo è scattata la denuncia ai carabinieri, che sono riusciti in poche ore a individuare la carta prepagata su cui erano stati trasferiti i fondi e a bloccarla. Grazie all’intervento tempestivo, circa 26mila euro sono stati recuperati.
L’imputato, dal canto suo, ha respinto le accuse, sostenendo di aver semplicemente prestato la carta a un conoscente mai identificato e dichiarandosi estraneo ai fatti contestati.
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