PROMOZIONE – Il difensore classe ’86 chiude la carriera con la salvezza dei Portuali. La standing ovation sabato
Andrea Savini, dopo un viaggio lungo 537 presenze e 28 gol, e una carriera tra Serie D, Eccellenza e Promozione, passando anche per i professionisti a Fano, ha deciso di dire basta col calcio giocato. E infatti, per il capitano dei Portuali Dorica, quella di sabato scorso è stata l’ultima gara della carriera di fronte al proprio pubblico. L’esperto difensore ripercorre le emozioni vissute nel match che ha chiuso un cerchio, nel quale col successo per 2 a 0 i Portuali hanno centrato la salvezza aritmetica.
“È stata una partita che ha chiuso una stagione dura. Io stesso sbagliando il rigore l’ho complicata, al tempo stesso il risultato finale ci ha permesso di salvarci e l’aver fatto il 2 a 0 poco prima della fine mi ha regalato la standing ovation sul cambio e il saluto col pubblico dei Portuali; ringrazio i compagni per questo. Sono arrivato alla gara sereno, la decisione è stata metabolizzata già da un pò di tempo. Quest’anno mi sono concesso un jolly in più di continuare, ci sono stati tanti cambiamenti nella società che per me è una seconda famiglia. Speravo in un’annata più serena ma da tutte le cose bisogna imparare. Il momento del cambio è stato emozionante come i momenti dopo: le parole nello spogliatoio, le sorprese della società, i tanti messaggi ricevuti da addetti ai lavori ed ex compagni, che sono stata la soddisfazione più grande. Ho scelto di dire basta perché a 40 anni è giusto lasciare spazio ai più giovani. Volevo anche più spazio per la famiglia, quasi 25 anni di prima squadra mi hanno privato di tante cose, che ora vorrei godermi”.

Prosegue poi con una menzione speciale alle persone più importanti per lui: “Ci tengo a ringraziare in primis la mia compagna e mio figlio, loro sono il fulcro e il motore di tutte le giornate. Ringrazio anche la mia famiglia, sorelle, cognate e nipoti che mi hanno sempre sostenuto da quando ero piccolino. Ma anche tutte le persone che mi hanno accomodante in questo viaggio”.
Tornando al campo e andando indietro con la mente, ecco che ripercorre tutti i momenti più iconici ed emozionanti del lungo viaggio calcistico. “Sono partito dal settore giovanile dell’Ancona fino al quasi esordio in prima squadra. Ho passato anni stupendi a Tolentino; poi i professionisti a Fano (stagione 2009/2010, playoff in Seconda Divisione, ndr), una bellissima piazza; la soddisfazione di aver vinto un campionato a Marina, una coppa Italia Eccellenza a Camerano, aver vinto due campionato coi Portuali; quello col Montegranaro tramite playoff con Osvaldo Jaconi”.

E la menzione doverosa a quelli che per lui sono stati maestri: “Come allenatori non posso non citare il primo, Marcello Neri, che ha sempre creduto in me e che da ragazzino mi ha trasformato in un libero. Un altro allenatore molto importante è stato Gianfranco Zannini, che ho avuto a Tolentino, a Montecchio, mi ha insegnato tante cose. Ricordo con piacere Giovanni Cornacchini nei professionisti, Osvaldo Jaconi. In questi ultimi anni Stefano Ceccarelli, con cui siamo stati 6 anni insieme e abbiamo fatto delle cavalcate incredibili e in questi ultimi mesi anche Cristiano Caccia, che è un ottimo allenatore col quale avrei avuto piacere di trascorrere più tempo insieme”.
Tra le memorie passate c’è anche un aneddoto. “Tornando indietro non cambierei nulla. Il calcio è poi una questione di fortuna: dall’Ancona priva di arrivare a Recanati in Promozione, ho avuto la concretissima possibilità di arrivare all’Inter nel settore giovanile, col quale feci un torneo De Cecco e invece alla scelsero Andreolli che poi fece un’ottima carriera in Serie A. Il mio percorso si vede che era questo, sono molto contento di quello che ho fatto”.

E per chiudere uno sguardo al futuro, ovviamente all’interno del mondo del calcio. “Rimarrò nel mondo del calcio, ci sono dentro da quando ho 5 anni, lo vivo ancora con grande passione, che spero di trasmettere in altre forme. Rimarrò all’interno dei Portuali, vedremo con che ruolo, se farò il ds o darò una mano alla società in ottica dirigenziale. Questo vedo nel mio futuro immediato.”
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