Omicidio Tacconi: ispezione Bellini e il retroscena su una donna che aiutava entrambi

Non è stata ancora fissata l’autopsia sul corpo del 34enne

Sarebbe stata una disputa riguardante una donna, presso la cui abitazione nel quartiere di Borgo Solestà ad Ascoli Piceno la vittima e il presunto omicida si appoggiavano per mangiare e altri piccoli aiuti, alla base della lite sfociata, domenica sera, nell’accoltellamento all’addome e nella morte del barbiere 34enne Niko Tacconi.

Tale situazione, secondo indiscrezioni, aveva in precedenza già creato forti attriti fra i due, alle prese entrambi con problemi economici (Bellini era stato interdetto dal tribunale di Ascoli): la donna era per tutti e due una figura di riferimento, benché non siano emersi legami sentimentali con nessuno di loro.

Ad Emanuele Bellini, 56 anni, arrestato dopo il delitto vengono contestati i reati di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale. L’ipotesi di resistenza è relativa al momento in cui i Carabinieri sono arrivati in via Pergolesi, teatro dell’omicidio, nell’abitazione di Bellini che, alla loro vista, ha tentato di fuggire.

Nel pomeriggio di ieri su disposizione della magistratura è stata eseguita un’ispezione personale sul 54enne che è rinchiuso nel carcere di Ascoli dove era stato trasferito nella notte dai Carabinieri. L’accertamento è volto a verificare la presenza sulla sua figura di segni di violenza. Presente l’avvocato difensore Alessandra Morganti, sono stati effettuati anche prelievi biologici, in particolare alle unghie. Non ancora fissata l’autopsia sul cadavere di Niko Tacconi, che probabilmente non verrà eseguita prima di mercoledì; da determinare anche la data dell’udienza di convalida.

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