PROMOZIONE – Le parole del tecnico rossoverde
Potevano stappare in tre e invece solo due hanno brindato la permanenza in Promozione nel girone B nello scorso weekend. Si tratta del Casette Verdini e del Corridonia che ha infilato la terza vittoria di fila piazzando il blitz esterno sul campo della Settempeda, ottenendo tre punti che hanno significato salvezza matematica con 90′ minuti di anticipo. Un traguardo e risultato importante in casa rossoverde che viene analizzato dal tecnico Martino Martinelli: “Già a Casette Verdini dopo un periodo dove avevamo raccolto solo un punto in cinque partite, lì ho capito che avevo ritrovato la mia squadra con una mentalità forte e un modo di giocare che ci ha contraddistinto in tutto l’arco del campionato. E infatti lunedì, alla ripresa degli allenamenti, dissi ai ragazzi che ci saremo salvati. Abbiamo pensato una partita alla volta, prima alla Palmense e poi a Grottammare, dove secondo me abbiamo vinto una grande battaglia grazie all’amore che ognuno di noi mette per la squadra. E poi infine sabato con la Settempeda, dove la motivazione nel vedere il traguardo così vicino è stata l’arma in più. È stata una salvezza meritata, anche perché siamo la terza miglior difesa e l’ottavo miglior attacco e i numeri contano. Questo ci riempie d’orgoglio perché dietro c’è tanto lavoro. Al triplice fischio c’è stata molta soddisfazione, anche perché quando abbiamo iniziato a luglio eravamo consapevoli che avremmo trovato delle difficoltà, ma le abbiamo sempre superate a testa alta e con tanto lavoro, quindi possiamo solo essere orgogliosi di noi stessi”.
Un’annata di rilancio dal punto di vista personale anche per il tecnico originario di Corridonia, che dopo delle parentesi poco fortunate a Treia e Monturano, ha deciso di riniziare in un contesto familiare: “Quest’anno avevo bisogno di ritornare a casa ed era il mio unico desiderio e quando il presidente me lo ha chiesto non ho esitato un attimo ad accettare. Non sono uno che cerca rivincite. A me piace dimostrare lavorando duramente e farmi giudicare per questo”. L’estate scorsa la società del presidente Bistosini ha deciso di seguire una linea evergreen, allestendo una squadra giovane, dando spazio a tanti ragazzi originari di Corridonia, accompagnati da qualche giocatore più esperto come Marengo, Pucci e Ruzzier, che tornato a gennaio, ha dato anche un grande apporto realizzativo: “Quando parti con un progetto giovane, l’unica ricetta è crederci sempre, perché sai che per crescere devono sbagliare e tu devi lasciarglielo fare, a patto che lo fanno sempre con un atteggiamento positivo. Sono ragazzi che stanno sul pezzo e vogliono migliorare. Non mi piace fare nomi, ma secondo me in questa squadra ce ne sono parecchi che possono ambire all’Eccellenza se continuano ad applicarsi e a crescere. Ruzzier ha portato le sue caratteristiche che non avevamo negli altri nostri bravi attaccanti come Verini o Formentini. Mattia (ndr Ruzzier) in area difficilmente sbaglia, a noi serviva questo per completare il reparto offensivo. Poi sotto l’aspetto dell’esperienza Pucci, Marengo e Cartechini ci hanno dato una grande mano ad accompagnare i più giovani”.
Sui tifosi e sull’entusiasmo che negli ultimi due anni si è riacceso in paese: “Sono stati sempre al nostro fianco e per questo non finiremo mai di ringraziarli perché sappiamo l’amore che hanno verso questi colori”. Corridonia che sabato chiuderà la sua stagione al Martini contro un Castel Di Lama ancora non tranquillo: “Per me sono tutti stati importanti per raggiungere l’obiettivo. Sabato chi ha giocato meno va sicuramente premiato perché non si sono mai risparmiati in allenamento, tenendo sempre alta la competizione. Campionato? È stato molto competitivo, con due squadre che erano di un’altra categoria”.
In chiusura uno sguardo anche al futuro: “Non abbiamo parlato ancora con il presidente. Girano molte voci. Quello che è sicuro che io vorrei rimanere perché il progetto non si può chiamare tale se è solo di un anno. Se me lo chiederanno e mi vorranno ancora in panchina, ma vorrei alzare l’asticella. Altrimenti né prenderò atto e lo considererò un anno straordinario che abbiamo vissuto insieme”.
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