di Gianluca Fenucci
«Giulio era un ragazzo meraviglioso, era un combattente stupendo. Vorrei lo ricordassero per quel che effettivamente è stato e nel nostro cuore resta». Ha la voce rotta dal pianto e dal dolore Nicoletta Messina la mamma di Giulio Fiorentini il 18enne di Falconara che la mattina della domenica di Pasqua è stato stroncato da un improvviso malore mentre si trovava in sella alla sua mountain bike e stava pedalando sul percorso che diventerà una ciclovia tra Rocca Priora e Marina di Montemarciano. «Giulio non aveva vizi, non beveva, non fumava, era un guerriero che non si abbatteva mai – dice mamma Nicoletta che ha accanto il padre, Giacomo Fiorentini, funzionario della Regione – aveva tanti amici che lo piangono con noi e ci inviano decine di fotografie, centinaia di pensieri e riflessioni». Giulio, che ha un fratello minore, il 15enne Nicola, frequentava l’indirizzo di informatica all’Istituto Tecnico Industriale di Torrette ed era un vero genio da quel che testimoniano insegnanti e compagni di classe. «Aveva tante qualità ed era uno studente modello: era veramente bravo a scuola ed era appassionato dell’informatica così come amava la bicicletta, in particolare la mountain bike che aveva praticato anche come sport agonistico. Aveva gareggiato molto nel cross country – dice la mamma Nicoletta – ma ora non faceva più agonismo visto che doveva preparare gli esami di maturità ed il tempo per allenarsi era poco. Però usciva spesso in bici e amava stare all’aria aperta come ha fatto anche domenica scorsa». La mamma di Giulio è una donna forte ma la sua tempra è messa a dura prova da giorni di inconsolabile dolore e dal fatto che ancora la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. «Ci hanno detto che occorre fare l’autopsia ma sono passati 2 giorni dall’incidente e mi pare abnorme che non ci dicano nulla. Mi sento vittima di una ingiustizia». Quando le chiediamo se Giulio soffrisse di qualche patologia la donna sgombra il campo da malintesi. «A 9 anni gli diagnosticarono la celiachia ma non ha mai avuto problemi. 2 anni fa Giulio fu vittima di una brutta caduta con la bici a Fabriano, che gli aveva causato ferite al volto e traumi. Durante gli accertamenti e le analisi gli diagnosticarono un tasso elevato di glicemia e poi il diabete.

Ma lui lo teneva attentamente sotto controllo: era sempre molto compensato, teneva al suo fisico, faceva vita sana e tranquilla, non era amante dei dolci e praticava molto sport che per chi ha il diabete è una sorta di salva vita, andava in palestra al Karma Gym di Collemarino 3 volte la settimana». E poi gli amici, i tanti compagni che Giulio Fiorentini aveva ovunque ma soprattutto a Sirolo e Numana. «Erano gli amici del cuore che aveva conosciuto su internet durante le scuole medie – continua Nicoletta Messina, aprendo il cassetto dei ricordi teneri e gioiosi – e noi lo accompagnavamo volentieri perché sapevamo che per Giulio l’amicizia era un valore fondamentale». Un ragazzo speciale e non è solo il cuore di mamma che lo certifica. «Era un genietto, costruiva di tutto con il legno e con le costruzioni Lego Technic e amava la pesca. Ora gli era nata la passione per le stampanti 3D e creava ogni genere di bizzarria, un creativo pieno di fantasia: ora era appassionato di droni. Resterà la sua incredibile vitalità, faceva una cosa e pensava già ai progetti successivi. Sarà sempre, continuamente, con noi e con i suoi amici con il suo sorriso e il suo genio».
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