L’Italia femminile sorde prepara il quadriennio olimpico e riparte da coach Procaccini. Terminato il raduno a Pesaro, dove tutto è cominciato
Italbasket sorde, è iniziato il nuovo quadriennio olimpico e, dopo un 2026 di riposo, nel 2027 ci saranno i Mondiali di Pescara, nel 2028 gli Europei in Croazia e nel 2029 le Olimpiadi ad Atene.
La squadra ha buone velleità e nella città di Rossini, dove tutto è nato, è stato presentato il nuovo staff tecnico, quasi tutto pesarese. L’incarico di capo-allenatore è stato affidato a Mauro Procaccini, un passato da giocatore e coach in serie A, che ha scelto come vice Maria Chiara Franchini, sua ex giocatrice a Parma, alla quale è stato consegnato pure il ruolo di preparatrice atletica. Nuova anche la fisioterapista Valeria Battisodo, pesarese, con quasi vent’anni d’esperienza nella massima serie, fra l’altro compagna di squadra di Franchini. Entrambe hanno vestito la maglia azzurra e sono state allenate a Parma da Procaccini. “E’ un orgoglio e un onore vestire il tricolore per la prima volta in carriera, ma è anche una grande responsabilità. Guido un bel gruppo, che avevo già visto all’opera”, ha detto il coach.
E’ una Nazionale di basket speciale, quella delle “Azzurre Silenziose”, nata nel 2010 da un’idea del direttore tecnico Beatrice Terenzi e del coordinatore tecnico Elisabetta Ferri e che, nel tempo, ha ottenuto risultati di prestigio come il primo posto agli Europei. Il pilastro rimane capitan Simona Cascio, unica superstite di quegli inizi pionieristici: “Tutto è nato come un progetto sociale, sviluppatosi in molto di più – racconta la giocatrice – Abbiamo vinto, viaggiato, conosciuto culture diverse e molte persone, anche di sport diversi e sono felice e fiera di continuare questo percorso”.
E’ terminato il primo raduno fatto di tre allenamenti nelle palestre di Baia Flaminia e del Basket Giovane e di un blitz alla Vitrifrigo Arena per seguire la partita della Vuelle con Forlì. La squadra porta sulla maglia il nome dell’indimenticato Giovanni Ranocchi. “Sono contenta di continuare la tradizione, seguiamo la Nazionale da sei anni – ricorda Arianna Ranocchi, main sponsor – Mio padre aveva accettato di sostenere il progetto di queste ragazze che vengono da tutta Italia e non sono professioniste e io vado avanti con entusiasmo. Lo sport aiuta a superare le difficoltà”.
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