I dati dell’Ast Macerata
A diciassette mesi dall’avvio del servizio dedicato, l’AST di Macerata rende pubblici i dati della propria attività di chirurgia tiroidea: nessun caso di danno neurologico permanente, complicanze in linea con gli standard internazionali, un modello multidisciplinare che evita ai pazienti locali di rivolgersi a centri esterni.
Dal novembre 2024, infatti, l’Azienda Sanitaria Territoriale maceratese ha attivato un’equipe multidisciplinare e policentrica dedicata alla chirurgia tiroidea, con l’obiettivo dichiarato di offrire risposte qualificate ai propri pazienti senza costringerli a cercare cure altrove. A guidare l’attività chirurgica è il dottor Stefano De Luca, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Civitanova Marche, sede principale degli interventi. A lui si affiancano il dottor Alen Federici per la chirurgia generale e il dottor Michele Tulli per l’otorinolaringoiatria, reparto quest’ultimo diretto dal dottor Cesare Carlucci e unica sede in tutta l’AST. L’equipe si completa con il gruppo di Camerino, guidato dal dottor Guglielmo Miconi, e in prospettiva con la Chirurgia Generale di Macerata del dottor Walter Siquini. A chiudere il percorso diagnostico-terapeutico è la Medicina Nucleare di Macerata, diretta dalla dott.ssa Francesca Capoccetti.
“I numeri sono confortanti e, soprattutto, omogenei con gli standard internazionali – spiega il dottor De Luca – dall’inizio dell’attività sono stati eseguiti 144 interventi. Una casistica che garantisce una familiarità con la procedura indispensabile per affinare il training tecnico e migliorare la sicurezza del paziente. La percentuale di complicanze totali, pari al 5-6%, si attesta entro i parametri attesi. Dato particolarmente significativo: nessun caso di lesione permanente al nervo laringeo ricorrente, la struttura responsabile del movimento delle corde vocali, tra le più delicate dell’area cervicale”.
La filosofia che orienta il lavoro dell’equipe è chiara: la qualità nasce dal sistema e non dal singolo. “Continuità del gruppo, condivisione delle decisioni cliniche e standardizzazione delle procedure – aggiunge De Luca – sono i pilastri di un modello che punta a ridurre la variabilità e a migliorare gli esiti. A supportare questo approccio ci sono anche le tecnologie: il neuro monitoraggio intraoperatorio del nervo ricorrente consente una condotta chirurgica più precisa, riducendo il rischio di danni alle strutture adiacenti. La chirurgia della tiroide, del resto, ha percorso una strada lunghissima: da pratica temuta e ad alto rischio, è diventata una procedura sicura e standardizzata”.
A breve l’Ast di Macerata organizzerà un evento pubblico per il mese della prevenzione, con visite cliniche gratuite e accertamenti ecografici. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione, presentare percorsi e metodologie, e comunicare un messaggio netto: affidarsi a centri in grado di documentare la propria esperienza, inseriti in un percorso organizzato e multidisciplinare, è la scelta giusta per chi si trova ad affrontare una patologia tiroidea.
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