La polemica a Braccano di Matelica
In vista dell’imminente ricorrenza del 25 Aprile, che culminerà con la visita del Presidente della
Repubblica Mattarella nella città di San Severino Marche, sono oltre 800 i cittadini che hanno già
firmato una petizione per esprimere la propria contrarietà al Comune di Matelica per la collocazione
di un bagno pubblico proprio di fronte il murales del Museo della Resistenza di Braccano, famoso
come il “Paese dei Murales”!
La petizione era stata lanciata una ventina di giorni fa, quando il Comune di Matelica aveva iniziato i lavori di costruzione di una latrina per uso pubblico, richiesta dal locale Comitato di Braccano, per espletare le esigenze fisiologiche dei turisti che, sempre più numerosi, vengono a visitare la frazione matelicese, famosa per i tanti e variopinti murales che abbelliscono le facciate delle case del paese. Uno di questi murales, realizzato dell’artista Massimo Melchiorri, si trova sulla facciata del Museo della Resistenza e raffigura alcuni protagonisti che hanno militato nelle formazioni partigiane che operavano intorno al monte San Vicino, come Enrico Mattei, di cui a Matelica ricorre proprio in questi giorni la “Settimana Matteiana” per i 120 anni dalla nascita, il comandante “Mario” Depangher, il capitano Salvatore Valerio ed altri.
Ciò che i firmatari della petizione contestano al Comune di Matelica è la scelta della collocazione della latrina pubblica proprio di fronte a questo murales, che rappresenta il “simbolo” della Resistenza dei
matelicesi al nazifascismo! Oltretutto, quel luogo è anche “sacro” alla memoria dei matelicesi e non solo, perché proprio lì di fronte, il 24 marzo 1944, avvenne l’Eccidio di Braccano ad opera delle milizie nazifasciste, con la fucilazione del parroco di Braccano, don Enrico Pocognoni, che era la guida “spirituale” del Gruppo Roti e di altri 5 partigiani. Quindi la collocazione di una latrina pubblica proprio di fronte quel murales e nel luogo dove si è verificato l’eccidio più tragico e rilevante avvenuto nel territorio matelicese durante la Resistenza, viene visto dai cittadini di Matelica, ma non solo, come un oltraggio nei confronti della memoria storica della comunità, ed un vilipendio dei valori di libertà e giustizia che i partigiani hanno incarnato e difeso con la loro vita!
“È di fondamentale importanza, infatti, tutelare questi luoghi dedicati alla memoria storica, perché rappresentano un valore educativo e ispirazionale per le future generazioni. Proprio per questo, i monumenti ai caduti nella Resistenza al nazifascismo sono considerati “Beni” culturali e storici e sono tutelati dal “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D.Lgs. n. 42/2004), ed il loro posizionamento in luoghi pubblici ne impone quindi la salvaguardia ed il decoro, che include anche il territorio circostante”. – Afferma Danilo Baldini, promotore della petizione -“Speriamo che, grazie a questa petizione, l’amministrazione di Matelica riveda il progetto di questo bagno pubblico e trovi per esso una collocazione alternativa e più idonea, che rispetti la memoria storica e collettiva del luogo, ed al contempo soddisfi le necessità dei tanti turisti che vengono a visitare i bellissimi murales del Paese di Braccano!”
Per chi non avesse ancora firmato la petizione, questo è il link: https://c.org/gqp89wWFTn
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