Zona rossa per tre giorni, la rabbia dei commercianti

Titolare di Maria Mode: “Ci troviamo con la merce nuova in negozio ma siamo di nuovo chiusi”

di Marica Massaccesi

Da oggi scatta la zona rossa per la Provincia di Ancona e nuove misure, ancora più restrittive subentrano fino al 5 marzo (leggi). A pagare il prezzo più alto di queste restrizioni sono i negozi di abbigliamento che terranno le serrande abbassate per i prossimi tre giorni, nonostante in questi giorno sta arrivando la nuova merce.

 

“I negozi di abbigliamento sono stati completamente dimenticati – afferma Barbara Stronati, titolare del negozio Maria Mode a Castelbellino Stazione – in 46 anni di attività mai ci siamo trovati in queste enormi difficoltà, certo è una pandemia e si possono capire le difficoltà di gestione da parte delle autorità nel prendere giuste decisioni per tutelare la salute di tutti ma con questi continui cambi di colore penalizzano ancora di più. Ora ci troviamo con la merce nuova in negozio ma siamo di nuovo chiusi”.

“I nostri clienti non possono spostarsi e noi siamo completamente bloccati con le vendite – continua Barbara Stronati – ma nonostante questo abbiamo cercato di tirarci su le maniche con sacrificio e amore per il nostro lavoro”. Un provvedimento di chiusura, esteso probabilmente anche alle prossime settimane, che arriva dopo un anno drammatico per il settore dell’abbigliamento e delle calzature. “La pandemia ci ha portato a lottare, non solo con problemi che esistevano già per via della vendita online ma ora dobbiamo affrontare altre criticità con la merce invenduta, la velocità della digitalizzazione e le continue tasse “. Barbara Stronati come tante altri commercianti della Vallesina chiede aiuti concreti con i ristori per poter compensare le perdite e riuscire a mantenere gli impegni presi con le aziende da cui acquistano. “È importante sapere – conclude – che noi acquistiamo otto mesi prima della stagione quindi ancora più difficili da affrontare in situazioni come questa”.

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