La rubrica sul calcio a 5
Di Samuel Miani
Serata surreale quella vissuta venerdì 31 ottobre a Fermo. Negli eventi del momento e in quelli seguenti. Non per un assolo di Del Pizzo, quindi, o per una serpentina ad arte di Giacomo Cassaro. I fatti eccezionali, purtroppo, rimandano fuori dal rettangolo di gioco. Dobbiamo riavvolgere il nastro partendo dalla fine del primo tempo tra Futsal Campiglione e Montelupone C5, valida per la 6ª giornata del massimo campionato regionale. Quell’attimo in cui la sfida si era interrotta sul 2-2 a causa dell’impraticabilità del campo.
Il parquet del palasport, diventato progressivamente più scivoloso nel corso della gara, aveva costretto gli arbitri e le due squadre – di comune accordo – a sospendere il match per motivi di sicurezza. Pochi minuti dopo, Campiglione e Montelupone avevano inviato una richiesta ufficiale alla FIGC Marche per recuperare la gara partendo dal risultato maturato fino a quel momento, esprimendo la volontà condivisa di far decidere il verdetto al campo, attraverso un recupero infrasettimanale.
Tuttavia, nei giorni successivi, il Giudice Sportivo Agnese Lazzaretti ha respinto l’istanza, infliggendo al Campiglione la sconfitta a tavolino per 0-6. Nel dispositivo si legge che la società di casa “non avrebbe garantito le condizioni regolamentari del campo di gioco”, come previsto dalle norme d’iscrizione al campionato, sottolineando inoltre l’assenza di “eventi eccezionali e imprevedibili” comunicati tempestivamente alla Federazione.
Una decisione che ha lasciato profonda amarezza nel club fermano, che si è dichiarato “delegittimato” e ha già presentato ricorso contro la sanzione. Il Campiglione ribadisce come il pallone geodetico in essere fosse stato regolarmente omologato ad inizio stagione e che l’impraticabilità sia derivata da una situazione straordinaria e non prevedibile, legata alle condizioni atmosferiche della serata.
«La situazione che si è verificata venerdì sera è stata del tutto imprevedibile – spiega il dirigente Christian Luca –. All’esterno del palazzetto c’era una nebbia fitta e, complice il calore del pubblico, si è creata una condensa che ha reso il parquet scivoloso e pericoloso. Abbiamo sospeso la gara di comune accordo con il Montelupone per tutelare l’incolumità di tutti. Vedere trasformata quella decisione condivisa in una sconfitta a tavolino è sconcertante. Così si rischia di creare un precedente pericoloso a dir poco, che mina la regolarità del campionato e la credibilità delle società che lo animano.»
Nel ricorso, la società ha inoltre allegato un precedente datato 14 ottobre 2016, quando la stessa quadra ospitante – trovandosi in una situazione analoga ma prima del fischio d’inizio – ottenne la possibilità di rigiocare la gara di Serie C2 contro il Real Ancaria pochi giorni dopo.
Ora la palla passa agli organi di giustizia sportiva, chiamati a pronunciarsi sulla vicenda. Che senza un dietrofront più ragionevole rischierebbe di lasciare un segno profondo nel prosieguo del torneo e nella tutela dell’equilibrio competitivo della Serie C1.
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