La rubrica sul calcio a 5
Di Samuel Miani
La didascalia della vigilia è chiara. Futsal Castelfidardo-Futsal Sambucheto vale un appetitoso venerdì in cima alla classifica. I gialloblù, 19 punti, a +1 dai fisarmonicisti, arriveranno forti della settimana al vetriolo scandita da quel successo apripista sull’Osimo Five. I neroverdi, invece, dopo aver sfoggiato di nuovo i muscoli a Cus Camerino e Numana. In piena risposta ai due k.o. filati con Avenale e Aurora Treia. Ma dentro al big match della nona giornata si intreccia anche il percorso umano di mister Michele Perucci. Passato da una sponda all’altra in estate, per lui non sarà solo un crocevia in termini di punti, statistiche e classifica. La sfida del venerdì diventerà il raccoglitore di vibrazioni più in sottofondo. Forse ancora più belle e difficili da sintetizzare. Quelle da scovare tra passato e presente dell’attuale allenatore fidardense.
Mister, venerdì da balorda nostalgia…no?
Già. Dici bene. Se sono quel che sono ad oggi lo devo in larga parte anche a chi mi ha concesso spazio per esprimermi negli anni a dietro. A Sambucheto ho vissuto quattro anni intensi. Due da giocatore e due in panchina. Quando sono passato dall’altra parte ho ricevuto tanta fiducia. Quindi sono e sarò sempre riconoscente alla società. Oggi però sono allenatore del Castelfidardo, mi concentro in primis su questo.
Terrai a bada le emozioni quindi?
Si, tramite il campo. Quando entri in partita l’emozione lascia spazio alla voglia di fare bene. E venerdì il punto focale non sarò io in quanto ex. Ma una bellissima sfida tra due squadre che stanno facendo un bel percorso.
Che partita sarà?
Speriamo quella buona per sovvertire la classifica a nostro favore. Abbiamo fatto un po’ di difficoltà fin qui, ma ciò non toglie nulla al nostro lavoro.
Difficoltà legate all’etichetta che tutti vi hanno appiccicato addosso sin dall’inizio. Vi crea pressione esser stati visti sin dall’inizio come la squadra che avrebbe dovuto assolutamente dominare il girone?
Se qualcuno ci vede favoriti, va bene. Non sta a noi il giudizio altrui. Io e i miei ragazzi la pressione ce la creiamo di settimana in settimana perché pretendiamo standard alti. I campionati non si vincono né con le previsioni né sulla carta. Anzi, si costruiscono passo dopo passo mantenendo disciplina, fame, e continuità. Noi lavoriamo in questo senso.
Sarà giornata degli ex anche prendendo in considerazione Sampaolesi e Junior, che hai portato con te a Castelfidardo.
Due ragazzi che mi danno una grande mano, ma che alleno come tutti gli altri. Con le stesse richieste e le stesse responsabilità. In estate avevano optato per Castelfidardo, ma nell’economia della scelta io non ho pesato più di tanto. Loro sono dei semi-professionisti, con tanti anni di esperienza alle spalle e le giuste nozioni per scegliere sempre il meglio per loro. A Sambucheto stavano scomodi per motivi logistici e personali. Così si sono aperte le porte qui.
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