“Viviamo di carità e dormiamo in strada”: testimonianze di ragazzi richiedenti asilo

ANCONA – Le parole di Jammeh, 25 anni, e Ibraim

Ombre nella notte dei fantasmi alla luce del sole ma quello che prevale è la paura di essere fermati e magari rispediti nel paese di origine in quanto clandestini a tutti gli effetti. E’ questa la vita dei tanti richiedenti asilo politico in attesa di regolarizzare la propria posizione in Questura, magari con un foglio di carta ed un timbro in tasca, quanto basta per poter sperare in un colloquio ed avviare le pratiche ma la burocrazia esige i suoi tempi.

E allora si ritrovano a dormire ovunque, compresa l’area verde che si trova adiacente il complesso della Querstura di Ancona in via Gervasoni. Avvicinarli non è semplice, la paura di essere scoperti o perlomeno allontanati è davvero tanta ma nonostante ciò, Jammeh, un ragazzo pakistano di 25 anni decide di avvicinarsi e raccontare la sua storia in un inglese scolastico ma di facile comprensione: “A fine novembre ho il colloquio in Questura per il momento riesco a mangiare qualcosa in corso Mazzini (Mensa del Povero ndr), a volte mi arrangio. Per diversi giorni ho trovato da dormire vicino alla ferrovia che si trova qua sotto, di notte sono riuscito anche a rimediare alcuni pomodori. Voglio regolarizzare la mia posizione e magari trovare un lavoro anche il più umile del mondo per vivere in maniera dignitosa”.

Il luogo indicato da questo giovane è senza dubbio via della Ferrovia dove in alcuni appezzamenti di terreno vengono coltivati i pomodori: “Alcuni miei amici sono stati picchiati nella zona del Porto da altri stranieri che non volevano altra gente che dormisse in quel punto. Da una settimana ci siamo spostati in questa zona vicino alla Questura che forse è piu sicuro che andare in giro”.

Con il trascorrere dei minuti altri stranieri si avvicinano a raccontare come si vive in quest’area verde, come Ibraim che quasi vuole ringraziare un residente di uno stabile che si trova in via Gervasoni: “Ogni sera ci porta qualcosa da mangiare in un vassoio in carta metallica. L’altro giorno ha portato la pasta con il sugo. All’inizio non sapevamo cosa volesse poi abbiamo capito che ci voleva aiutare; l’unica cosa che si raccomanda è quella che dobbiamo lasciare pulito onde evitare problemi con altre persone. Viviamo di carità, c’è anche chi ci ha fornito una coperta. Fino a poco tempo fa dormivo nella piazza sotto la Questura (piazza Fontana ndr) ora mi sono spostato qui dove ho trovato altri ragazzi della mia età”.

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