Vis Pesaro, dannati finali: se le gare durassero 85 minuti…

di Daniele Tittarelli

SERIE C – I biancorossi hanno subito quattro rimonte beffarde: con quei punti sarebbero fuori dai playout. Da capire le cause

Sette punti persi in zona Cesarini. Se le partite fossero durate fino all’85’ si troverebbe fuori dalla zona playout la Vis Pesaro, alle prese invece con una classifica molto preoccupante che la vede al penultimo posto a quota 16, con un sola lunghezza di vantaggio sul fanalino di coda Olbia. La prima beffa per i biancorossi si consumò il 18 settembre, alla quarta giornata, quando il Pontedera vanificò l’exploit risalendo la corrente al 90’ con Perkovic.

La seconda amarezza il 2 ottobre, alla sesta, quando la Torres annullò il vantaggio della formazione allora guidata da Sassarini con il guizzo di Ruocco a tempo scaduto. Le altre due delusioni al fotofinish sono scaturite al Benelli, in altrettanti derby. Contro la Fermana il ritorno alla vittoria, sognato dopo la prodezza di Fedato, venne cancellato dalla zampata di Bunino che cambiò il corso della stagione canarina. Prima della sosta natalizia l’ultima tremenda mazzata, arrecata da Sbaffo che ha deciso al 92’ lo scontro salvezza con la Recanatese scaraventando l’undici di Brevi nel baratro.

Solo sfortuna o condizione atletica inadeguata? Più plausibile la seconda ipotesi quando gli episodi si ripetono nel tempo con tanta frequenza. Spetterà al nuovo mister Brevi allungare la tenuta della Vis Pesaro fino all’ultimo secondo per cambiare passo nel 2023 e scongiurare il rischio di una retrocessione che sta agitando il sonno della tifoseria biancorossa.

Andrea Busiello
Author: Andrea Busiello

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