Violenza in famiglia, marito e moglie al pronto soccorso

Rapporto difficile con il padre di lei ed altri componenti del nucleo

Moglie e marito vivono al primo piano, mentre sopra risiedono il fratello con la moglie e i genitori. Un rapporto difficile, tutt’altro che idilliaco perché secondo l’accusa il padre, 83enne, il fratello e la moglie di 47 e 43 anni avrebbero compiuto atti persecutori verso la sorella e suo marito. Viene anche contestato un controllo ossessivo di ogni loro movimento all’interno degli spazi condominiali.

Ad ogni richiesta di smetterla, le risposte erano tutt’altro che accomodanti, ma aggressive o minacciose. Cose che avrebbero portato la coppia a una convivenza molto difficile e non serena. Parole che sono diventate sempre più pesanti fino a minacce La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’aggressione. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, tutto era nato per una discussione sugli spazi condivisi dello stabile. Il padre ha sferrato un pugno in faccia alla figlia. Le grida hanno richiamato il marito e il fratello. Il coniuge ha cercato di separare i due ma ha ricevuto un colpo al braccio, tale da fargli cadere il cellulare con il quale voleva chiamare i soccorsi. Poi un pugno alla schiena.

Marito e moglie volevano riparare in casa, ma sarebbero stati ostacolati nell’apertura del portone tanto che il fratello ha mollato uno schiaffo alla sorella. I due sono andati al pronto soccorso e sono stati giudicati guaribili in sette giorni, lei per la ferita al labbro e alla guancia, lui per le contusioni e i graffi alla schiena e al braccio. Di qui l’accusa per lesioni.

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