La sede di Montecosaro la più colpita; sindacati pronti a intervenire
È una vicenda drammatica quella che coinvolge Unifrutti Distribution, l’azienda di distribuzione di frutta con sede a Montecosaro, per la quale nei mesi scorsi si era parlato di 18 esuberi. Ora i sindacati Cisl e Cgil hanno annunciato lo stato di agitazione. Abbiamo parlato con Massimo De Luca, coordinatore Flai Cgil Macerata, per fare maggiore chiarezza sulla situazione.
“É stata aperta dall’azienda una procedura di mobilità per 18 dipendenti ormai 70 giorni – spiega De Luca. – Tra l’altro, siamo a meno di una settimana da tutte le scadenze previste dalle regole per la trattativa in sede sindacale e ministeriale. Tutte le 18 unità in questione riguardano figure impiegatizie e quadri. Unifrutti è presente nel territorio maceratese a Montecosaro ma ha anche sedi a Livorno, Padova e Ancona, quindi la procedura aperta è a carattere nazionale. Ma delle 18 persone che dovrebbero lasciare l’azienda, ben 13 riguardano la sede di Montecosaro. Di conseguenza, è facile capire qual è il territorio più colpito. C’è grande preoccupazione, soprattutto perché qualche anno fa la società Unifrutti era stata rilevata da un fondo arabo, dal quale ci si attendevano maggiori garanzie. Invece, la realtà è un’altra. Va sottolineato che, per la prima volta, ci troviamo davanti a un totale menefreghismo da parte dell’azienda e di chi la rappresenta agli incontri svolti a livello sindacale nei primi 45 giorni di procedura. Stesso triste atteggiamento anche durante il primo incontro al tavolo ministeriale. Addirittura, nell’ultimo incontro di pochi giorni fa, alla presenza anche del rappresentante del Ministero, i rappresentanti dell’azienda, per come hanno risposto, hanno dimostrato probabilmente di non aver nemmeno letto la proposta inviata dal sindacato 15 giorni prima. Ci tengo a rimarcare il totale menefreghismo di questi soggetti nei confronti di persone che tra una settimana potrebbero trovarsi senza lavoro. Prima di qualsiasi altra cosa, parliamo di dignità e di rispetto, che in questo caso sono venuti meno”.
De Luca ha poi parlato della situazione attuale e delle possibili mobilitazioni future:
“Proprio ieri mattina abbiamo tenuto l’assemblea e, considerato che per la prossima settimana, il 4 febbraio, è fissato un ulteriore incontro al Ministero — l’ultimo possibile — abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione. Da questo momento, tutte le forme di mobilitazione sono possibili, fino ad arrivare allo sciopero, eventualità alla quale è probabile si possa giungere. Nella speranza che, in queste ore, la società possa avere un sussulto di orgoglio e tentare, alla fine dei termini della procedura, di avviare finalmente un confronto per arrivare a una conclusione, comunque negativa, perché parliamo di persone che perdono il lavoro, ma che almeno salvaguardi la dignità delle persone coinvolte. Se, invece, in queste ore non dovessero arrivare segnali di una reale volontà di discutere la questione, probabilmente, prima dell’appuntamento al Ministero e alla luce dello stato di agitazione proclamato, decideremo comunque delle iniziative da mettere in campo, naturalmente nel sito di Montecosaro”.
Anche in un contesto così drammatico, De Luca sottolinea però la presenza di un raggio di luce:
“Nel sito di Montecosaro non ci sono solo dipendenti diretti Unifrutti: la maggior parte della forza lavoro è impiegata nel magazzino, dove si smista la frutta e opera una cooperativa. Potrebbe sembrare una scelta d’altri tempi, ma le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa hanno mostrato piena adesione a qualsiasi iniziativa decidano di intraprendere i loro colleghi della casa madre. In una società come quella attuale, dominata dalla cultura dell’Io, una scelta del genere non è affatto scontata”.

Author: Angelica Mancini
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