Venezia – Ascoli, lente d’ingrandimento sulla prima di Dionigi

Davide Dionigi

L’ANALISI – Difesa a tre e atteggiamento alla lunga pagheranno, la prematura sostituzione di Ninkovic grida vendetta

L’Ascoli perde ancora, questa volta un match davvero fondamentale contro il Venezia. La questione negativa per i bianconeri però sembra essere il fatto che ultimamente giocando male si perde, ma giocando bene si perde ugualmente. Un momento da bypassare in fretta e furia (troppa, considerata quella nel post gara di ieri) già da lunedì contro il Crotone.

In laguna Dionigi ha messo in campo per la prima volta il suo Ascoli e le note positive non sono mancate: la difesa a tre, da registrare dalla parte di Gravillon, sembra poter funzionare alla lunga, il centrocampo a due sembra girare come quello di Zanetti quando si posizionava con il 4-2-3-1 per recuperare le partite e, soprattutto, l’applicazione dei calciatori è sembrata davvero concreta. La squadra è stata brava quando il Venezia costruiva da dietro, brava a conquistare occasioni da gol e meno brava a concederne.

Tutto questo, però, gira in base ad un elemento che non può essere sottovalutato, che la si chiami fortuna o destino. Non si può accantonare questi concetti con due legni presi ed un gol “alla Gagliardini” mangiato dal giocatore più forte in campo.
Riguardo Ninkovic, in effetti, la condizione fisica ha costretto il secondo allenatore consecutivo a sostituirlo per due giornate una dietro l’altra. Il serbo, insieme ad altri come Morosini, era tra quelli che Dionigi chiamava “affaticati da gestire”. Purtroppo per l’Ascoli, Ninkovic anche da fermo, fa scuola a livello di occasioni da gol, quindi il cambio resta ancora come un pungo in pieno stomaco. Dall’altra parte dell’oceano, negli USA, hanno l’espressione perfetta per quello che è successo: “Kill the switch” che letteralmente vuol dire “Uccidere l’interruttore”.

Il fantasista esce e non è che la luce si spegni, è proprio un cortocircuito. Almeno al livello di fluidità offensiva, perché poi il palo colpito alla fine sul cross di Andreoni è una grande occasione. Una sconfitta sicuramente immeritata che trova nelle idee di un sudatissimo Dionigi la strada giusta per provare a centrare la salvezza. Dietro corrono, davanti scappano, l’Ascoli non deve mollare e iniziare a darsi la spinta decisiva per la risalita.

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