“Vediamoci nel parcheggio e ti vendo l’auto”, ma è una trappola: picchiato e rapinato

Agli arresti domiciliari un uomo e una donna

Riceve un appuntamento per la vendita di un’auto, ma in realtà è una trappola e viene picchiato e rapinato. Il fatto è accaduto intorno alle ore 16 del 18 dicembre scorso a San Severino Marche, lungo viale Bigioli, all’interno di un parcheggio nelle immediate vicinanze della locale scuola media, in coincidenza con l’orario di uscita degli alunni.

Protagonista della vicenda un commerciante di autovetture, che vive fuori provincia. L’uomo, che nei giorni precedenti aveva distribuito a San Severino Marche dei biglietti pubblicitari della sua attività commerciale, è stato attirato nella cittadina con l’inganno da una donna, che, fingendosi intenzionata a vendergli la sua auto, aveva fissato un appuntamento all’interno del parcheggio. Quando però il commerciante era arrivato sul posto era stato avvicinato e picchiato da due persone parzialmente travisate, che gli avevano strappato di dosso il giubbetto, con all’interno il portafoglio con il denaro necessario all’acquisto del veicolo, che fittiziamente gli era stato proposto. Subita la rapina la vittima era riuscita a scappare e a chiamare il numero di emergenza 112; raggiunto da una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri di San Severino Marche, aveva denunciato quanto accadutogli.

Il Comando Arma settempedano, con la collaborazione dei militari del Nucleo Operativo Carabinieri di Tolentino, ha avviato un’attività investigativa. La testimonianza della vittima, nonché l’immediata acquisizione delle immagini registrate dalle numerose telecamere del sistema di videosorveglianza del comune di San Severino Marche, prontamente fornite dalla Polizia Locale, ha permesso di stabilire in maniera precisa luoghi e tempi della commissione del reato.

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Macerata, sono stati quindi acquisiti i tabulati telefonici della vittima e dell’utenza con cui era stata contattata per l’appuntamento. L’attività investigativa, sia di tipo tecnico che di tipo convenzionale, basata sull’analisi dei traffici telefonici, sulle fonti testimoniali, sulla visualizzazione delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza comunali, ha permesso di ricostruire con precisione sia tutte le fasi preparatorie del grave reato, nonché quelle esecutive, individuando i responsabili.

La Procura della Repubblica di Macerata ha quindi richiesto e ottenuto due misure cautelari personali a carico di un uomo e una donna del posto, già noti per vari precedenti di polizia. Gli indagati nel fine settimana sono stati pertanto sottoposti agli arresti domiciliari e potranno esporre le proprie difese nelle prossime fasi del procedimento.

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