di Fulvia De Santis
Un grave atto vandalico ha colpito un mezzo operativo del Radio Club Piceno, realtà impegnata da anni nelle attività di protezione civile sul territorio. Il veicolo, un Fiat Doblò adibito a sala operativa mobile, è stato danneggiato nella tarda notte del 18 aprile, nell’area adibita a parcheggio del Cinema Palariviera, in piazzale Aldo Moro. Ignoti si sono accaniti contro il mezzo provocando diversi danni: lo specchietto lato guida è stato divelto, un vetro è stato infranto contro la parte anteriore causando lesioni anche al paraurti e alla carrozzeria, mentre è stato rimosso il tappo del carburante. La zona, secondo quanto riferito, non è dotata di sistemi di videosorveglianza.

Un episodio che colpisce duramente l’associazione, già alle prese con difficoltà economiche. “Per noi è una situazione molto grave, anche perché non abbiamo fondi sufficienti”, spiega Ermanno Bassetti, vicepresidente e responsabile mezzi. Il Radio Club Piceno è una realtà di volontariato che opera nel settore delle radiocomunicazioni di emergenza, fornendo supporto in caso di calamità naturali come terremoti, alluvioni e incendi boschivi, oltre a partecipare alle ricerche di persone scomparse. Un ruolo tecnico ma fondamentale all’interno del sistema di protezione civile.
“È importante distinguere – sottolinea Bassetti – tra i gruppi comunali, che dipendono direttamente dai Comuni, e le associazioni come la nostra, che sono autonome e portate avanti da volontari. Nonostante il lavoro svolto in questi anni, non abbiamo mai ricevuto contributi o fondi economici dal Comune”. L’associazione, che nel 2026 celebra dieci anni di attività, ha partecipato alle operazioni nelle immediatezze del sisma del Centro Italia, ottenendo riconoscimenti per il supporto fornito da privati e dalla Regione Marche. Tuttavia, negli ultimi mesi la situazione è peggiorata: “Facciamo fatica a sostenere le spese e si aggiunge anche la difficoltà a garantire la piena operatività”. Il danneggiamento del veicolo rappresenta quindi un duro colpo. “È la prima volta che subiamo un atto del genere – conclude Bassetti – ed è difficile comprenderne il senso. Parliamo di un mezzo che è servito ad aiutare le persone e, in alcuni casi, a salvare vite. Ora la nostra capacità di intervento rischia di essere compromessa”. L’associazione lancia quindi un appello alle istituzioni affinché venga riconosciuto e sostenuto il lavoro svolto quotidianamente dai volontari per la sicurezza del territorio.


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