Vaccino, Garante Marche: “Detenuti e agenti in fascia prioritaria”

Andrea Nobili ha ache fatto il punto sul sovraffollamento nelle carceri marchigiane

“Gli agenti di Polizia penitenziaria ed i detenuti dovrebbero rientrare tra le categorie prioritarie nel percorso di vaccinazione”. Lo ha detto il Garante regionale dei diritti delle Marche, Andrea Nobili, nel corso della conferenza stampa a palazzo delle Marche, alla quale ha partecipato la Dire, per presentare il Report 2020 sugli istituti penitenziari e le Rems marchigiane, commentando la campagna di vaccinazione anti Covid in corso.

“Io credo che occorra farsi carico di questa prospettiva sapendo che il sistema carcerario è un sistema che ha elementi di rischio – dice Nobili – e quindi occorre fare in modo che detenuti ed operatori abbiano un’attenzione particolare”.

“Il sistema carcerario marchigiano ha retto nel migliore dei modi all’impatto dell’emergenza. A tutt’oggi è stata registrata la sola positività di un detenuto, asintomatico che si è rapidamente negativizzato, proveniente tra l’altro da fuori regione e si sono palesati alcuni casi tra gli operatori di Polizia penitenziaria che non sono entrati in contatto con gli stessi detenuti”. Il Garante regionale delle Marche, Andrea Nobili, ha illustrato oggi in conferenza stampa – alla quale ha partecipato la Dire – il Report 2020 degli istituti penitenziari e delle Rems della regione. Un anno che ovviamente e’ stato caratterizzato dall’emergenza sanitaria.

“In questi mesi la maggiore attenzione è stata riservata alla diffusione della pandemia- spiega Nobili -. Il sistema carcerario ha retto grazie all’attuazione scrupolosa delle disposizioni previste per il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus, con particolare riferimento ai nuovi arrivi”. La pandemia ha inevitabilmente limitato i diritti della popolazione carceraria. “Specie durante il primo lockdown c’è stata una incredibile compressione dei diritti della popolazione detenuta – continua Nobili -. Da marzo, ad esempio, non hanno più potuto avere rapporti diretti con i propri familiari, solo videochiamate e telefonate e, questo, ha determinato momenti di grande tensione. Poi hanno capito che le misure erano per tutelare prima di tutto la loro salute”.

Nelle Marche non si sono tenute le manifestazioni di protesta dei detenuti che si sono verificate in altri territori ma la regione e’ stata indirettamente coinvolta. “Alcuni dei detenuti protagonisti delle rivolte sono stati spostati nelle carceri marchigiane – spiega Nobili -. Mi riferisco in particolare ad una quarantina di detenuti trasferiti da Modena a Marino del Tronto”.

In questi dodici mesi Nobili ha portato avanti cinque azioni di monitoraggio svolgendo quasi 500 colloqui che hanno evidenziato problematiche, specie in alcuni istituti, di sovraffollamento e carenza organica tra le fila della Polizia Penitenziaria. “La criticitù sul sovraffollamento è migliorata ma a Montacuto di Ancona (319 detenuti di cui 142 stranieri per una capienza di 256) e Pesaro (171 detenuti per una capienza complessiva di 143 unita’) continuano a registrarsi presenze in eccesso- dice Nobili-. La capienza regolamentare complessiva del pianeta carcere marchigiano e’ di 846 ed i detenuti sono 847. Le persone di origine non italiana rappresentano piu’ del 30%. È importante anche il numero di persone con problemi di tossicodipendenza: un detenuto su quattro, ed in alcuni istituti anche un detenuto su tre”.

Nel 2019 i detenuti erano 898 di cui 278 stranieri mentre quest’anno sono, appunto, 847 di cui 324 stranieri. Niente a che vedere con i numeri del 2011 quando le carceri marchigiane ospitavano 1.170 persone di cui 504 straniere. Risultano effettivamente in servizio 623 agenti di Polizia penitenziaria (su 771 assegnati), 14 educatori e nove psicologi. “La Polizia penitenziaria segnala ripetutamente una carenza d’organico – conclude Nobili -. Ci sono in alcuni istituti delle situazioni con un numero ridotto di operatori Polizia penitenziaria rispetto a quanto previsto. Mi preme sottolineare il fatto che le Marche non hanno piu’ un ufficio regionale di amministrazione penitenziaria in quanto è stato accorpato con l’Emilia-Romagna. E questo è un aspetto negativo. Nel 2020 infine si e’ registrato un suicidio, a Fermo”.

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