Un pugno nello stomaco

Torna la rubrica “Il volo del Condor”

Forse non tutti sanno cosa sia la disforia di genere, ovvero quello stato in cui si viene a trovare un essere umano, caratterizzato dalla presenza di intensi e persistenti sentimenti di identificazione con il sesso opposto, accompagnati da vissuti di disagio con il proprio sesso. Le persone con disforia di genere, desiderano vivere come individui di sesso opposto ed hanno comportamenti associati tipicamente all’altro sesso, per cui in giunti in età adulta, possono compiere delle scelte.

Una recente inchiesta del prestigioso quotidiano britannico, il Times, rivela che negli ultimi anni, 18 medici si sono licenziati dalla clinica britannica per la “riassegnazione del genere”, Tavistok di Londra, lamentando gli esperimenti irresponsabili fatti su centinaia di bambini e ragazzi, sbrigativamente diagnosticati come “transgender” e indirizzati verso dannosi trattamenti ormonali. Gli ultimi cinque specialisti licenziatisi erano tutti responsabili della decisione, su quali bambini e adolescenti indirizzare verso la somministrazione di ormoni, che bloccano quel fondamentale processo fisiologico che è la pubertà.

In breve, verso l’uso della triptorelina, un farmaco che sta progressivamente dilagando nel Regno Unito, che blocca lo sviluppo ormonale, cui segue la somministrazione di ormoni del sesso opposto, con ulteriori (e duraturi) danni sul corpo, a partire in genere dai 16 anni. E’ emerso che bambini e adolescenti vulnerabili, dai 3 anni in su, sono stati avviati verso la cosiddetta “transizione sessuale”, prima ancora che gli esperti potessero valutare le cause della loro presunta confusione sull’identità sessuale. Il Times evidenzia l’inspiegabile dato che certifica il boom verificatosi in Gran Bretagna nel solo anno 2017/2018,  laddove 2.519 minori si sono rivolti all’NHS (servizio sanitario britannico) per il “cambiamento di sesso”, contro i 97 del 2009/2010 (un aumento nello spazio di otto anni pari al 2497% ).

Per intenderci, non parliamo di persone maggiorenni che da molti anni hanno preso consapevolezza del loro stato e, dopo un lunga ed attenta riflessione decidono autonomamente di farsi somministrare dei farmaci ma di bambini indifesi e vulnerabili, che non hanno la minima idea di cosa stia loro succedendo e se davvero stia accadendo loro qualcosa che potrebbe essere reversibile. I medici dimissionari, hanno sottolineato di aver subito pressioni dirette a indirizzare bambini e ragazzi verso la “transizione”,  malgrado la loro contrarietà per motivi clinici. Sotto accusa è finita, per gli effetti dannosi, la propaganda di Mermaids, un’ associazione transessualista britannica fondata nel 1995, che sembra orientare sbrigativamente ed in maniera subdola tutti i minori “confusi”, verso il “cambiamento” di sesso.

L’associazione dei medici, ritiene che molti minori abbiano erronemanente pensato di sottoporsi a questi trattamenti nocivi, solo perché magari vittime di “bullismo omofobo”, ossia che potevano “semplicemente essere gay” e/o, in altri casi, aver subito pressioni psicologiche a cui non hanno saputo far fronte. Questi medici non sono persone che avversano le tematiche Lgbt  (e che quindi nel criminale mondo del pensiero politicamente corretto, vengono additati come omofobi, fascisti, nazisti, razzisti… insomma il solito clichè), ma di specialisti qualificati, che hanno visto concretamente, nel loro lavoro quotidiano, a quali eccessi drammatici sta portando l’ideologia gender, nello specifico il transessualismo.

Il caso britannico è come un pugno nello stomaco, mostrandoci la gravissima violenza che si sta esercitando su dei bambini, che inizia ed è favorita già nelle scuole dell’infanzia ed in quelle  primarie, con corsi manovrati dalle associazioni Lgbt e alimentata da un sistema mediatico sempre più complice. Stiamo parlando del crimine più efferato e disgustoso che esiste, ossia l’ abuso su minori, che vengono  avviati sulla strada della “transizione sessuale” a causa della presunta esistenza di un ipotetico “disordine dell’identità di genere”.

Si effettuano trattamenti che vanno dalla consulenza psicologica fino al bombardamento ormonale, per bloccare lo sviluppo del paziente in vista del cambiamento chirurgico del sesso.

Nella storia moderna, il famigerato Dottor Josef Mengele, assieme ad altri medici nazisti, lavorando ad Auschwitz-Birkenau, selezionava dei prigionieri in arrivo al campo. Era lui a decidere chi  dovesse incamminarsi direttamente per le camere a gas, chi fosse adatto al lavoro coatto o coloro che, per perseguire i suoi interessi di ricerca pseudo-scientifici sulla razza, subivano dei trattamenti. Era convinto che la genetica potesse dare un contributo decisivo all’identificazione dei tratti dominanti della razza ariana, al mantenimento della sua purezza e alla riproduzione di essa.

Qui siamo esattamente allo stesso livello, si stanno brutalizzando delle anime innocenti che non sono in grado di scegliere, imponendo loro con crudeltà e violenza psicologica,  delle decisioni che cambieranno la loro vita per sempre. Se un bambino/a subisce uno stupro, la sua esistenza sarà per sempre segnata da quella esperienza ma con il tempo e con l’amore della famiglia, potrà forse convivere e pian piano dimenticare quel trauma, avendo una vita quasi normale. In una società civile ed evoluta, questa clinica sarebbe già chiusa, i medici , gli infermieri e tutto il personale amministrativo sarebbe indagati e, laddove accertate le singole responsabilità, condannati con pene severissime. Coloro che hanno portato i bambini in questa clinica per sottoporli a questi trattamenti, dovrebbero essere immediatamente arrestati, interrogati e, ove vi siano i presupposti, condannati in un Tribunale. Mermaids, questa associazione, visto ciò che c’è in gioco,  deve essere monitorata continuamente perché i bambini sono sacri.

Ma non è e non sarà così, perché non è politicamente corretto puntare il dito contro queste persone, né tanto meno osare criticare il movimento LGBT, i cui paladini, come da prassi, scenderebbero in piazza contro i fascisti, omofobi e razzisti che osano giudicarli anche se lo fanno per salvare dei bambini. Ma quello che dovrebbe far riflettere, è che di uno spaventoso fatto di cronaca come questo, di pura crudeltà verso bambini ed adolescenti  indifesi, nessuno ne parla, né la stampa, né la televisione, né i  social e non c’è alcun giornalista o editore, che osi rendere pubblica questa disgustosa vicenda.

Questa signori è censura, è il divieto di esprimere le proprie opinioni quando si vogliono affrontare certe tematiche. Chiamiamo le cose con il loro nome, è ormai l’instaurazione di una subdola dittatura in varie e molteplici forme, che è iniziata sotto forma mediatica e che chissà dove ci condurrà.

Il Condor

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Author: redazione

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