Un mese di guerra, studentessa ucraina nelle Marche: “Orgogliosa del mio popolo, miei genitori in bunker”

La 22enne Yevheniia, ad Ancona per un master all’Università Politecnica, racconta la situazione nella sua terra d’origine: “Spero Russia si fermi subito ma non credo che questo conflitto possa finire presto”

Yevheniia Stoianova, studentessa 22enne ucraina, di Voznesensk nella regione di Mykolaïv, vive ad Ancona dove frequenta un master all’Università Politecnica delle Marche. “All’inizio della guerra non avrei mai pensato che sarebbe durata così tanto, – dice all’ANSA – credevo se si sarebbe conclusa molto più rapidamente, invece gli ucraini stanno mostrando di essere molti uniti e resistono, vanno avanti e non molleranno tanto facilmente. Mi sento orgogliosa del mio popolo”.

Ad un mese esatto dall’invasione militare russa in Ucraina, quella che doveva essere una guerra lampo è una partita ancora aperta, contro ogni pronostico. “Oggi non credo più che questa guerra finirà presto – aggiunge -, morte e devastazione purtroppo andranno ancora avanti, non so fino a quando”. Intanto importanti città vengono distrutte, come Mariupol che la studentessa definisce come “la nuova Stalingrado”.

Yevheniia racconta di aver perso durante il conflitto due suoi giovani conoscenti: “uno di loro viveva a Kherson, città al sud dell’Ucraina, è morto nel bombardamento del suo palazzo, aveva 22 anni, mentre un 28enne della mia città è rimasto ucciso mentre combatteva: si sarebbe dovuto sposare a breve. Morti orribili e indicibili come quelle dei bambini”.

Secondo Yevheniia il numero di giovani e bambini rimasti uccisi “è più alto” di quanto raccontino i bollettini ufficiali perché “i corpi di alcuni non vengono trovati subito”. “Spero che la guerra finisca presto e che la Russia si fermi – dice la 22enne – Anche nella mia città, Voznesensk, è stato bombardato un palazzo, e i miei genitori che vivono ancora la ormai trascorrono tutte le notti nascosti nel bunker: ci stiamo quasi abituando a questo orrore, spero finisca presto”.

 

(ANSA)

Michele Raffa
Author: Michele Raffa

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