Un etto e mezzo di droga nella scatola delle scarpe: in manette il pusher della costa

Gli agenti della Squadra Mobile di Rimini hanno arrestato un albanese di 33 anni

Personale della Squadra Mobile della Questura di Rimini ha tratto in arresto un 33enne di origine albanese trovato in possesso di un considerevole quantitativo di droga, che se “distribuita” tra i consumatori della Riviera romagnola, avrebbe fatto “guadagnare” parecchie migliaia di Euro.

Da tempo gli investigatori avevano ricevuto notizia di un giovane albanese che smerciava cocaina in zona Cattolica – Pesaro. Lo stesso utilizzava per le consegne, che era solito effettuare durante il giorno, la stessa autovettura Alfa Romeo. Dopo una serie di servizi di appostamenti e osservazione l’autovettura in questione veniva individuata nel parcheggio antistante un condominio ubicato a Gabicce Mare (PU). Gli accertamenti eseguiti consentivano d’identificare l’uomo e permettevano d’individuare un’altra abitazione in uso all’albanese, ubicata nello stesso comune.

Nella serata di venerdì l’auto veniva individuata e fermata sulla SS-16 all’altezza di Cattolica con lo straniero a bordo, il quale aveva nel portafoglio 1400 Euro.  Ciò faceva ritenere agli operatori che avesse da poco eseguito una consegna di droga. Alla richiesta di dove abitasse lo stesso asseriva che stava cercando casa, che aveva lasciato da poco uno dei due appartamenti attenzionati dai poliziotti e che al momento viveva con la sua ragazza a Pesaro.

Nel borsello il giovane aveva due chiavi, di cui una evidentemente utile all’apertura di un garage. Alla richiesta di quale appartamento appartenessero, l’uomo asseriva che erano della casa di Pesaro della sua ragazza. L’appartamento, dove l’albanese era stato visto recarsi più volte, passando per l’appunto dal garage collegato alla casa, non veniva menzionato in nessuna maniera.

Dopo avere controllato attentamente il veicolo presso la Polizia Stradale di Riccione, ove era stato portato unitamente al nominato in oggetto, gli operatori, previo avviso all’A.G., decidevano di procedere alla perquisizione dell’appartamento che l’uomo voleva tenere ‘’coperto’’. Portatisi sul posto unitamente allo straniero, i poliziotti, accedevano all’interno della casa utilizzando proprio la chiave del garage trovata in suo possesso.

Una volta dentro, vistosi scoperto, l’uomo ammetteva subito di possedere lo stupefacente (nello specifico gr.158,8 lordi di sostanza stupefacente di tipo cocaina, suddivisa in 7 confezioni così formate: 5 confezionate sotto vuoto con delle buste di plastica trasparenti, arrotolate con del nastro adesivo da pacchi di colore marrone, aventi rispettivamente i seguenti pesi lordi: gr.30,7 — 30,3 – 56,2 – 14,5 – 20,9;  2 formate con ritagli di plastica trasparente termosaldate, aventi rispettivamente i pesi lordi: 5,5 – 0,7; la confezione di gr.56,2 veniva rinvenuta dentro una scatola da scarpe riposta su una scaffalatura in mezzo a degli attrezzi da lavoro, esistente dentro lo sgabuzzino ubicato esternamente al garage; le cinque confezioni di gr.30,7 — 30,3 — 20,9 — 5,5 – 0.7 si trovavano dentro una busta della spesa, appesa a una delle scaffalature presenti) poi rinvenuto anche grazie alle sue indicazioni, unitamente al denaro e al materiale utile per il confezionamento e la pesatura della droga (un bilancino elettronico, una macchina per sottovuoto, un rotolo di buste per sottovuoto identiche a quelle utilizzate per formare le cinque confezioni sottovuoto, un rotolo di buste di plastica trasparenti identiche a quelle utilizzate per confezionare le due dosi più piccole termosaldate, dei rotoli di nastro adesivo da pacchi di colore marrone e un taglierino).

La confezione di gr.14,5 si trovava dentro la tasca di una tuta da lavoro appesa nel garage, unitamente alla quale veniva anche rinvenuta la chiave utile ad aprire una porta che accedeva al cortile interno.

In tale cortile si trovava lo sgabuzzino su indicato pieno di materiale edile, chiuso con una porta in ferro che veniva aperta con la chiave rinvenuta in precedenza in possesso dell’arrestato stesso.  Oltre al materiale su indicato, veniva rinvenuta una considerevole somma di denaro, nascosta dentro un secchio vuoto di vernice che si trovava tra altri secchi pieni, per un totale di € 5900,00 — somma sequestrata, poiché, ritenuta essere il provento della pregressa attività di spaccio.

Lo stesso disponeva in macchina di due telefoni cellulari, riposti nel vano porta oggetti. Uno dei due era accesso, ma l’uomo asseriva essere di proprietà del cugino, il quale però, non era in grado di fornire il PIN, circostanza che faceva dubitare sulla proprietà del cellulare in capo a quest’ultimo.

I cellulari sono stati sequestrati poiché necessari per il prosieguo delle indagini, dal momento che si è ritenuto essere utilizzati dall’albanese in oggetto indicato per attuare la sua attività di spaccio.  Visti i fatti, rivelatasi una concreta gravità e pericolosità del soggetto, desunta soprattutto dalle modalità con le quali attuava il suo intendimento criminoso, nonché dal considerevole quantitativo di droga rinvenuto, suddiviso sottovuoto e in confezioni di diverso peso e data la considerevole somma rinvenuta, il cui possesso era evidentemente ingiustificato, soprattutto in ragione della mancanza di qualsiasi tipo di attività lavorativa e di qualsiasi reddito e mezzo di sostentamento, il personale della Squadra Mobile di Rimini non ha avuto dubbi in ordine alla sua attività di spaccio, certamente non di piccole dosi tenuto conto delle confezioni rinvenute. Il mantenimento della macchina e della casa, anche se ipoteticamente parlando avesse avuto una regolare occupazione, non gli avrebbe mai consentito di accumulare una cifra simile, il cui possesso non può che essere riconducibile esclusivamente all’ intensa attività di spaccio da lui posta in essere.

In virtù di quanto esposto l’uomo veniva tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente, e su disposizione dell’A.G. è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Pesaro a disposizione.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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