Arrestato l’ex marito. Proseguono le indagini
Un altro femminicidio nelle Marche, il secondo dopo il delitto di Ilaria Maiorano, la 41enne picchiata a morte dall’ex marito lo scorso 11 ottobre. A distanza di poco più di un mese, Anastasiia Alashri oggi (14 novembre) è stata trovata morta a Fano (leggi). Ieri sera era stata denunciata la sua scomparsa, questa mattina il tragico epilogo delle ricerche. Ma cosa è successo nelle ultime ore di vita della giovane?
La donna, profuga ucraina di 23 anni, era arrivata in città a marzo, fuggita da Kiev per scappare dalla guerra, con il marito e il figlio di due anni. Negli ultimi mesi, però, a causa dell’elevata conflittualità del rapporto, Anastasiia aveva manifestato la volontà di separarsi. La situazione è andata deteriorandosi sempre più, fino allo scorso 11 novembre, quando la giovane ragazza ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri e denunciare le vessazioni a cui suo marito da tempo la sottoponeva. Tale stato di cose aveva anche indotto la donna ad abbandonare l’abitazione e a rifugiarsi presso l’abitazione di un suo amico e collega di lavoro.
Nella mattinata di ieri, Anastasiia aveva deciso di ritornare a casa sua per prelevare degli effetti personali: qui ha incontrato l’ex convivente con cui evidentemente si è innescato l’ennesimo, acceso diverbio. Da quel momento si sono perse le tracce della ragazza, al punto che il suo amico, preoccupato, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri e denunciare l’accaduto.
Avviate le indagini, i Carabinieri hanno individuato l’ex marito della donna presso la Stazione ferroviaria di Bologna intento a lasciare il Paese. L’uomo è stato sottoposto a fermo per il reato di maltrattamenti in famiglia ed è stato interrogato: ai militari ha fornito alcuni elementi che hanno consentito di ritrovare il cadavere di Anastasiia in un’area rurale del comune di Fano e di una borsa contentente alcuni indumenti e due armi bianche. Alla luce di questi elementi la Procura della Repubblica di Pesaro ha emesso un decreto di fermo per il reato di omicidio: l’uomo ora si trova nella casa Circondariale di Bologna. Inoltre, i Carabinieri hanno sequestrato l’abitazione dell’indagato e la sua auto; sono in corso ulteriori accertamenti di natura scientifica per ricostruire il grave fatto di sangue.
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