Trekking dall’Eremo di Fonte Avellana al Monte Catria

Foto dal sito del Monastero Avellana

Un percorso alla scoperta di scorsi mozzafiato

di Marica Massaccesi

Dall’Eremo di Fonte Avellana al Monte Catria. E’ questo l’itinerario di seguito descritto alla scoperta di alcuni scorci mozzafiato nel paesaggio naturalistico delle Marche.

L’Eremo di Fonte Avellana è uno dei monumenti religiosi più interessanti del territorio marchigiano. Sorge alle pendici boscose del Monte Catria ed è stato fondato da San Romualdo da Ravenna nel X Secolo. Nel corso del tempo diventa una principale dimora per gli illustri personaggi come Dante Alighieri e San Pier Damiani. All’interno è conservata una ricca biblioteca, ma anche il Chiostro, la Basilica Minore e la cripta. Da qui è possibile raggiungere il Monte Catria (1701 m) attraverso un percorso a piedi in salita della durata di circa tre ore.

L’eremo di Fonte Avellana si raggiunge da Serra Sant’Abbondio lungo la valle del Cesano. Dall’ampio parcheggio del monastero parte il cosiddetto “Sentiero dei Carbonai“, il quale si addentra nel bosco sul versante nord del Monte Catria, attraverso ripidi tornanti che attraversano antiche carbonaie e grossi massi di roccia. Incrociata la strada per Frontone, al di là dell’asfalto, ha inizio la salita vera e propria verso il Monte che offre un percorso faticoso ma in piena immersione nel bosco.

Dopo pochi metri in salita si raggiunge Rocca Baiarda, una delle suggestive balze del Monte Catria. Qui il sentiero pende decisamente a sinistra, attraversa un primo pendio erboso, per poi rientrare tra i faggi e risalire a tornanti che conducono ad una sella dove è presente un vecchio bottino dell’acqua. Il tratto più ripido del percorso è ormai alle spalle. Il percorso pedonale sale e raggiunge una strada sterrata verso il rifugio dei pastori della Vernosa. Da qui si va verso il tratto più alto del monte, salendo con più facilità il crinale. Ci si trova di fronte alla vetta dove sorge un’enorme croce metallica e dalla quale si ammira tutto l’Appennino umbro-marchigiano dall’alto.

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