Tre splendidi gol e strafalcioni: critiche esagerate a Moschin, Domizzi cambia troppo tardi

PAGELLE FERMANA – Difesa in emergenza tradisce sul più bello, al 93′ il 3-3 della Viterbese con difetto del portiere che prima aveva salvato il risultato

di Lorenzo Attorresi

 

Moschin 6: prefazione doverosa, lungi da noi essere pro-Moschin o pro-Ginestra. Pagella lucida. Sui social i leoni da tastiera “menano” contro l’ex Pro Vercelli inneggiando al para rigori dello scorso campionato appena scalzato. La colpa di Moschin? La parata difettosa che al 93′ non ha impedito al tiro di Capanni di infilarsi per il 3-3 della Viterbese (leggi la cronaca del match). Critiche troppo aggressive. Il classe ’96 scuola Chievo, poco prima, aveva salvato il risultato con un’uscita bassa disperata – su “svarionata” di Corinus – : eppure, qualche mese fa, non erano le “non uscite” ad essere imputate proprio a Polipo Paul? Solido di pugno, bene coi piedi, anche nel primo tempo Moschin era stato reattivo sull’1-0 deviando la testata di Murilo. Nel computo delle invettive, anche un paio di “bagher” pallavolistici nei primi 45′: il primo, sì, è un errore – alto poi il tap in dell’attaccante -, il secondo è invece il solo ed unico modo di intervenire per colpire un pallone velenosissimo sbucato dopo un cross rapido sfiorato dalla testa di attaccante e difensore. Ricordate Fermana-Triestina dello scorso anno? Il 2-2 realizzato da Sarno scaturì da una dinamica simile, con traversone molto più lento. Il pallone finì nel sacco e nessuno disse niente a…Ginestra. Morale? Facciamo lavorare serenamente i due portieri, Moschin deve sgrezzarsi dopo un anno e mezzo di inattività, “Paolone” si farà trovare pronto perchè rimarrà qui e delle partite le farà. Dualismi e polemiche forzatissime dopo la prima partita non fanno bene a nessuno.

Rossoni 6: sprizza “gialloblu” da tutti i pori, con i piedi, con le mani – rimessa laterale gettata lunga per il 2-0 – in chiusura – almeno un paio importantissime. Poi, però, da braccino della difesa a cinque spegne la luce e vede “Rosso” al 93′. Non s’aspetta il lancio lungo, Corinus libero staccato s’appisola almeno quanto lui e la Viterbese pareggia…

Corinus 5.5: coerenti con i discorsi fatti per Moschin, va dato il giusto tempo a questo francese che non giocava da settembre, che ha dimostrato già qualcosa in più rispetto alle amichevoli estive quando le botte le prendeva lui e si faceva pure male… Forte sull’uomo, tanto da farsi apprezzare per quasi tutta la gara (“Ma questo è forte, cosa ha scritto il giornalista…”, qualche commento), dimostra che poi tatticamente deve alzare il livello. Palla al piede, poi, che brividi. Ma è nel finale che crolla con letture lontane dal concetto di difensore italiano. Sul 3-2, si fa trovare “piatto” e si becca una palla sopra colossale da Volpicelli – e Moschin miracoleggia -, non stringe la cinghia su Capanni che prende il palo al 90′ e, non pago di tutte queste avvisaglie, non copre Rossoni sull’ultimo lancio lungo. Era alla prima gara in Italia, tra l’altro in mezzo ad una difesa incerottata.

Sperotto 6.5: si deve adattare da centrale, nonostante non abbia prese di posizione da stopper. “Io Spero che se la cava” e il terzino mancino ci riesce, pur se a volte deve scappare all’indietro e invece accorcia sull’uomo lasciando voragini in profondità. Nei corpo a corpo si esalta, anche se sull’1-3 Murilo lo anticipa di testa prendendogli mezzo metro sul primo palo. La scusante? Il cross di Volpicelli è velocissimo e da distanza ravvicinata, non semplice (forse impossibile) andare in anticipo.

Mordini 6: splendido il cross che disegna sulla testa di Urbinati. Qualche recupero con accelerazione, dopo un fallo su di lui che s’era aperto il campo manca l’ammonizione di un avversario. Partita non facile, perchè la Viterbese è sempre in superiorità e Fracassini spinge.

Bolsius 6: il gol in rovesciata, direttamente su rimessa con le mani di Rossoni, vale da solo il prezzo del biglietto. Deve ringraziare il sonno di Van der Velden, suo ex compagno al Den Bosch, andato a nanna con l’ex Samb D’Ambrosio. L’impressione è che, però, si fermi lì. Può essere clamorosamente decisivo, ma manca di continuità. E forse anche un po’ di sacrificio, che in Italia, e nella Fermana, è la prima cosa.
Alagna (42’st) sv: l’ex Primavera dell’Ascoli entra da esterno nella difesa a cinque. Lui, propriamente un centrale, si inverte con Rossoni, propriamente terzino. E succede il patatrac.

Urbinati 6.5: il capitano ha una personalità fuori dal comune, quella grazie alla quale è diventato giocatore. Fino a mercoledì mattina non indossava la casacca dei titolari. Indicazione fuorviante? Sicuramente, perchè un Urbinati fuori alla prima era pura utopia. Il dubbio, però, veleggiava, tanto che qualcuno da Forlì stava per digitare per l’ennesima volta il suo numero di telefono. Fermi tutti, l’ultimo Samurai gioca, entra in campo con la fascia, segna dopo cinque minuti. Intervista del mercoledì premonitrice. “Firmerei per ripetere le gesta dell’anno scorso culminato con tre reti? No, voglio migliorare come in tutti questi anni di C”. Lo dimostra con i fatti, Urbinati resta qua. Per il resto, partita di sacrificio e sofferenza. Contrasta, gioca semplice, costretto a correre a volte a vuoto perchè la Viterbese sembra sempre avere l’uomo in più…
Mbaye (31’st) sv: sul 3-0, dopo aver capitalizzato al 100% tutte occasioni e aver tirato più d’un sospiro di sollievo, cosa si attende a far entrare Mbaye davanti alla difesa? Prima mossa da dover fare. Artificio ritardato, fa il suo ingresso sul 3-2 quando il Titanic è già pieno d’acqua. Da spiegare il perchè: non è allenato e la rifinitura se l’era vista da fuori in borghese.

Graziano 6: tutti reclamano ogni volta i play puliti, quelli che hanno il cambio gioco di 50 metri, poi però a Fermo giocano sempre i “cagnacci”. Perfetto per i canarini, corre molto cercando di tenere su la baracca.

Bugaro 6: da alternativa dell’ultimo Pineto – poche presenze da titolare in Serie D – a titolare al debutto in Lega Pro a 28 anni. Capisce subito che la categoria è tosta, sembra avere spunto ma poi lo raggiungono, sembra poter dare una mano tatticamente ma poi non sempre ci arriva. Il piede è sicuramente da professionista, entra nell’azione della terza rete con una torre di testa. Claudicante, esce in ritardo sul cross di Volpicelli che riapre la gara.
Capece (23’st) 5.5: entra da schermo, lui che schermo non è. Ma la Fermana il pallone non lo tiene più e allora Giorgio non si vede mai.

Nepi 6.5: primo tempo isolato con qualche scelta forzata, secondo tempo approcciato alla grande. Subito un arpione alla Cognigni e un tiro piazzato pericoloso, prove generali al 3-0 di pregevole fattura. Uno-due con Marchi, palla di ritorno che è un cioccolatino da scartare di fronte alla porta. Primo gol sotto la Duomo per il Millennial ascolano che può ringraziare pure D’Ambrosio: come s’è girato sullo scambio? Serata bellissima che però Alessio compromette. Sparecchia maldestramente dopo un corner, il pallone diventa buono per Volpicelli che dal limite realizza il 2-3…
Lovaglio (23’st) 6: l’esterno scuola Toro si piazza esterno nel 4-5-1. Un suo tiro deviato poteva valere il 4-2…

Marchi 6: “Mi stavo e ci stavamo divertendo”, ha detto Ettore da Gubbio. Gioca da rifinitore, lega il gioco molto bene e dà un assist soffice a Nepi.

Domizzi (all) 6: cambio modulo, forse, tardivo. Sul 3-0 siglato all’11’ della ripresa ha dieci minuti tondi tondi – tanti ne passeranno prima del primo gol di Murilo – per studiare la mossa che congeli il risultato. Dalla panca, però, non si muove una foglia, se non immediatamente dopo il 2-3, quando oramai… 4-5-1, poi 5-4-1. Ma la Fermana si fa riacciuffare. Le cose positive? Lo studio dei calci franchi. Aspettando il mercato.

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