Lo Studio nazionale Servizio Uil
Due città marchigiane (Fermo e Ascoli Piceno, con media annua rispettiva di 205 e 218 euro) sono tra i dieci capoluoghi italiani con la Tassa rifiuti (Tari) più bassa nel 2025 e anche Macerata (225 euro) è tra i centri con le spese minori in questo ambito. Emerge da uno studio del Servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, sul carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani dal 2020 ad oggi.
Il podio della classifica con i costi più alti per la Tari vede in vetta Pisa (650 euro medi l’anno), seguita da Brindisi (529) e Pistoia (524). In coda alla graduatoria ci sono La Spezia (180), Novara e Belluno (204 euro) e poi proprio Fermo (205).
Nelle Marche è Ancona la città con la Tari più elevata (351 euro annui di media), seguita da Pesaro, con 346 euro. Entrambi questi centri, in ogni caso, si posizionano come valore alla media italiana di 350 euro. L’aumento più consistente nella regione, tra il 2024 e il 2025, si registra a Macerata (+10,31%), che nel 2020 presentava un costo medio di 179 euro; significativi aumenti tra il 2024 e 2025 anche ad Ascoli Piceno (+8,84%) dove nel 2020 il costo era 186, e Ancona (+6,08% rispetto al 2024; il valore nel 2020 era 310).
Controtendenza nell’ultimo anno Fermo (-6,14% tra il 2024 e il 2025; nel 2020 il valore era 191) e Pesaro (-0,35%; nel 2020 il costo medio era 310 euro annui).
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