Un anno dalla tragedia, i genitori di Pamela: “Oggi sei fra gli angeli”

Intanto Traini dal carcere: “In questo giorno è il mio unico pensiero”

“Il lupo, Traini Luca, chiede che in questa giornata di lutto, ognuno ripensi a Pamela che poteva essere una figlia, una sorella, una qualsiasi ragazza normale, con delle fragilità, caduta nelle mani di mostri senza scrupoli…”. E’ il messaggio che Traini, autore della sparatoria per le vie di Macerata contro persone di colore per vendicare la morte di Pamela Mastropietro, ha diramato tramite il suo legale, Giancarlo Giulianelli in occasione della ricorrenza di un anno dall’omicidio della 18enne.

Una ricorrenza che, di fatto, riapre una ferità nella famiglia e in un territorio che non può e non deve dimenticare quei tremendi giorni di sangue e violenza. Intanto, la mamma e il babbo della povera ragazza hanno affidato a facebook una toccante lettera:

“Tra qualche ora – scrivono – ti saresti allontanata, quel maledetto 29 gennaio di un anno fa, da quella comunità: lì eri entrata per ricominciare a camminare, invece da lì sei andata incontro al tuo atroce destino.
Ora sarai libera dalle catene terrene, ed il tuo spirito è tra gli angeli: niente più sofferenza, niente più dolore. 
Amiamo pensare e preghiamo che sia così, perchè quello che ti hanno fatto è devastante.
Ti hanno dato della tossica, della prostituta, della poco di buono: per noi sei e sarai sempre una figlia a cui, nonostante le difficoltà e, abbiamo voluto un bene infinito. Sbagliando sicuramente, ma cercando anche aiuto in chi, più forte di noi, si è girato indietro nell’indifferenza dei numeri. 
Non è oggi, nè lo sarà domani, il giorno della polemica: per cui non ci soffermeremo su quella comunità, o sui tuoi carnefici. O sulla maldicenza di qualcuno che, descrivendoti come ricordato sopra, ha tentato, con dolo, di sviare la verità, tradendo i valori sottesi alla propria professione o ministero. Ci sarà tempo, modo e luogo per affrontare tutto questo, anche se i risultati già stanno arrivando, piano piano.
Ma sappi, ovunque tu sia, che se il tuo martirio, nella città di Maria (di cui tu eri devota), doveva accadere perchè venisse fuori tutto il marcio che, purtroppo, ombreggia la tua vicenda, e che va oltre te, ebbene, noi raccoglieremo il tuo testimone ed andremo avanti, con le tante, tantissime persone che ci sono accanto. Tu sei stato un soldato, e sei stata promossa sul campo a comandante. Noi ti seguiremo.
E non ci importerà la fine che faremo. Perchè, dopo aver visto come ti hanno ridotto, nulla può spaventarci di più.
Anzi, una cosa c’è: è il vuoto, incolmabile, che ci hai lasciato e che accompagnerà le nostre vite fino a quando, anche noi, potremo tornare ad abbracciarti.
Ma questo stesso dolore è anche la nostra energia: è per questo che, senza sosta, continueremo nella battaglia, per te e per gli altri”.

Alessandro Molinari
Author: Alessandro Molinari

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