CALCIO – Dal legame speciale con il suo bulldog al ritorno in campo
A casa sua decide Alvaro! Uno strepitoso esemplare di Bulldog Inglese che ha tanta e tale simbiosi con Nicolò da condizionarlo nelle decisioni, disponendo della sua vita e della sua felicità. Quando a Nicolò Severini viene voglia di chiudere con il calcio, ne parla con Alvaro, e lo stesso amico consiglia e incita Nicolò a fare questa esperienza di lavoro all’estero. Partito da Montemarciano in primavera con destinazione Ibiza sempre per lavoro, non senza aver preso tutti gli accorgimenti per portarsi dietro il suo amico fedele Alvaro. Chiuso con il calcio! C’è da pensare alla nuova vita, al lavoro, al futuro, anche se lontano da casa.
Nicolò Severini vanta una carriera a prova di critica: Giovanili con l’Ancona ai tempi della serie B, poi Montecchio in serie D con 23 presenze e 4 reti. Poi volo fuori Regione a Foligno in Lega Pro, due stagioni con 22 presenze e 8 reti. Segue il ritorno a Jesi in serie D, poi due stagioni a Matelica, una alla Biagio in Eccellenza con 10 reti in 22 presenze, e il ritorno in serie D al Bastia (PG). Ancora una serie D a Castelfidardo, poi una serie interminabile tra Eccellenza, Promozione e 1° Categoria. Un sali e scendi per riempire una sequenza di 17 anni di calcio giocato a partire dall’Ancona 2008/2009 fino all’attuale stagione a Marzocca. Il tutto sempre tra gol e prestazioni esaltanti.
Ovviamente la curiosità ci porta a carpire i motivi di questo ritorno, se vogliamo anche improvviso: “A un certo punto Alvaro comincia ad accusare dei fastidi… la sentenza dice che non avrà molto tempo da vivere.” Nicolò ci resta male e Alvaro che sa tutto di lui, dice che vorrebbe morire in Italia. La decisione è presto presa e Nicolò Severini, accompagnato dal suo inseparabile amico e consigliere, rientra a Montemarciano. L’addio tra i due è straziante e succede intorno al 3 novembre c.a.
Nicolò, momentaneamente libero, viene a sapere che a Marzocca allena un suo ex compagno di squadra, Alessio Fiore. “Ho incontrato un ex compagno di Biagio”- si racconta Severini.- “Mi dice delle grandi novità al Marzocca e mi parla di Fiori, decido di chiamarlo per vedere se potevo rimettermi in forma allenandomi; dopo essermi consultsto con la dirigenza mi viene concessa l’opportunità, e dopo 2 settimane rientro nel calcio giocato: gioco 15 minuti e segno una rete“.
Non male come rientro. Ma poi, all’ultimo turno, cosa è successo?
“Nella seconda partita non succede niente, ma nell’ultimo turno azzecco una punizione di quelle che piacciono a me e vinciamo 1-0.” E noi sappiamo bene quale sia il marchio di fabbrica di Nicolò Severini: una stagione alla Biagio con 9 reti, 5 delle quali su punizione. Punizioni che sono autentici bazooka, sui quali i portieri avversari a malapena percepiscono lo spostamento d’aria. Poi fa niente se tre minuti dopo Nicolò spara alle stelle una palla a porta vuota con il portiere disteso a terra. I gol facili li lascia agli altri.
Curiosa questa ennesima ripresa di Nicolò Severini al rientro nel calcio giocato. E pensare che anni fa fu escluso da una squadra perché “inadatto alla categoria, non avrei garantito nulla”. A volte è una questione di fiducia, quella che non è mancata a Rasicci quando ha deciso di ingaggiare Severini di ritorno da Ibiza.
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