Tolentino, Romagnoli con il cuore in mano: “Vi racconto tutti i problemi, stiamo dando l’anima”

SERIE D – Il presidente veste a tutto tondo i colori cremisi: “Lotteremo, non abbiamo così tante possibilità economiche. Stavolta potrà non riuscirci salvare capra e cavoli”

Un Tolentino con il classico piede e mezzo nella fossa quello che riesce a strappare un punticino nell’ultimo turno di Serie D, contro il Notaresco. E proprio da quel pareggio parte l’analisi del presidente cremisi Marco Romagnoli, intervistato dalla nostra redazione.

A Notaresco il Tolentino doveva necessariamente vincere. Ritiene ancora possibile il miracolo della salvezza?
Le cose si sono davvero complicate. Ciò non toglie che tutti dovranno dare l’anima per provarci. Il rammarico è grande perché se avessimo raccolto anche solo un terzo di quei punti scioccamente regalati saremmo in ben altra situazione.

Cosa c’è all’origine di questa stagione non certo positiva?
Appena concluso il campionato sono sopraggiunti una serie di problemi che non sono stato in grado di gestire. Ve li elenco, sono tutti documentati: non potevamo rischiare di aumentare il debito dopo la batosta provocata dal covid; mister Mosconi, nonostante avessimo raggiunto l’accordo economico, ha ritenuto di non poter dare ancora quello che riteneva necessario alla nostra causa; il ds Giorgio Crocetti ha ritenuto concluso il ciclo con il Tole; tutti quelli che non sono stati confermati hanno richiesto degli aumenti ai rimborsi di almeno il 25%; le entrate da sponsorizzazioni sono calate. Non sono stato capace di far fronte a tutto questo. Ne sono addolorato e me ne scuso con i tifosi dei quali faccio anche io parte.

Qualcuno sostiene che la scelta di mister e d.s. novellini abbia pesato.
Se avessimo avuto 300mila euro per fare la squadra, come allenatore potevamo prendere il nostro magazziniere e come ds il nostro autista. Colgo l’occasione per fare chiarezza, una volta per tutte, sul ruolo di Simone Antinori che ringrazio di cuore. Rimasti senza ds e con quatto spicci in mano ho deciso di non spendere 15-20 mila euro per un direttore sportivo che venisse da fuori. I giocatori sono stati scelti in accordo con il mister tenendo ovviamente conto delle possibilità di bilancio. Il socio Antinori si è preso la briga, a titolo volontario, di contattare i calciatori individuati, di concludere le trattative e di tenere in piedi la baracca. Tra la permanenza in Serie D ed il futuro del sodalizio calcistico ho ritenuto prioritaria la seconda opzione. E’ chiaro che azzeccando tutto avrei potuto salvare capra e cavoli. Negli anni scorsi ci siamo riusciti, stavolta forse no.

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