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Tolentino, il Partito Democratico chiede chiarezza sui lavori alla scuola Grandi

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“La ricostruzione non deve solo essere veloce ma anche trasparente”

Riceviamo e pubblichiamo da parte del Partito Democratico di Tolentino.

Nei giorni scorsi la Fillea Cgil aveva sollevato il caso di due operai che non hanno ricevuto ancora lo stipendio dei primi tre mesi dell’anno corrente e nel contempo sono stati licenziati da una ditta che ha preso in appalto la sistemazione della scuola Grandi a Tolentino.

Saputo del fatto, la sezione locale del Partito Democratico esprime solidarietà agli operai licenziati e a tutti quelli che lavorano per la ricostruzione della città dopo il terremoto del 2016. Però non sono solo gli operai a non aver ricevuto la paga, ma da quel che si apprende anche alcune ditte locali, che hanno fornito i materiali e lavorato alacremente per il bene della città. La scuola è stata inaugurata il 10 settembre dal sindaco Pezzanesi, che secondo il sindacato era al corrente della situazione.

A questo punto è opportuno che l’Amministrazione comunale possa chiarire la situazione creatasi in modo da far rispettare le regole che si danno, ma soprattutto spiegare in quale modo vengano svolte le gare di appalto, in quale modo ed in quanto tempo sono pagate; ed infine se le ditte appaltanti abbiano le carte in regola.

Al Partito Democratico tolentinate interessa che la ricostruzione post sisma avviata a Tolentino sia non solo veloce, ma anche trasparente e compito di una Istituzione pubblica è la tutela dei diritti di tutti, soprattutto degli operai e dei proprietari delle ditte locali, che devono ‘mantenere’ una famiglia.

Questo caso accaduto a Tolentino, come anche in altre città del maceratese, ci propone una riflessione più importante riguardante la ricostruzione, perché a tre anni dal sisma la situazione tolentinate è preoccupante: essa procede molto lentamente e sono ancora più di 3000 persone che vivono fuori città o in condizioni disagiate, per non parlare delle attività commerciali, che stanno sempre più chiudendo i ‘battenti’, perché non è garantito né ‘presente’ né ‘futuro’.

Purtroppo i cittadini non hanno più opportunità, perché l’Amministrazione comunale non ha saputo dare solide garanzie a chi cerca una casa in attesa di quella da ricostruire, oltre all’area container.

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