Tolentino, il comitato per le scuole in centro: “Chiarezza sul futuro degli studenti del Don Bosco”

“Riflettiamo bene prima di firmare un assegno in bianco di parecchi milioni di dollari”

Riceviamo e pubblichiamo.

Nonostante gli appelli fatti da questo Comitato e le oltre 2500 firme raccolte, la giunta comunale con la delibera n. 316 del 26 agosto 2019 individua “l’area esterna, (…), nei pressi del costruendo Campus scolastico per gli istituti superiori, dove erigere un nuovo edificio scolastico che possa ospitare parte della popolazione scolastica della scuola Don Bosco”. Nella stessa si richiama la delibera n. 125 dell’8 aprile 2019 in cui si valutava l’opportunità di costruire anche un nuovo edificio nell’area “ex Maestre Pie Venerini”, demolendo il vecchio edificio di proprietà privata, lesionato a seguito del sisma 2016, “che ospiterebbe parte del plesso Bezzi”.

 

Tralasciando quanto dichiarato dal Sindaco, spesso contraddicendosi, nei vari articoli sulla stampa locale, ma facendo solo riferimento a quanto scritto e approvato dalla Giunta comunale nelle due delibere, sarebbe doveroso far sapere ai cittadini di Tolentino quante e quali classi ospiterà il nuovo edificio scolastico da costruire nel centro storico: “parte della popolazione scolastica della scuola don bosco” come indicato nella delibera n. 316 o “parte del plesso Bezzi” come indicato nella delibera n. 125?

L’unica cosa certa è la volontà della Giunta di ridurre significativamente la presenza di scuole all’interno del centro storico: se prima del sisma del 2016 si potevano annoverare due scuole materne (Ex Maestre Pie Venerini e Bezzi), due scuole elementari (Bezzi e Don Bosco) e una scuole medie (Don Bosco) ora è previsto un solo edificio scolastico in cui comprendere probabilmente, compatibilmente con gli spazi a disposizione, una scuola materna e una scuola elementare.

Non c’è ancora un progetto e quindi non si sa bene quali classi e quali scuole saranno ospitate nei due nuovi edifici. Si dichiara che la vecchia scuola Don Bosco non si può adeguare sismicamente, ma non c’è nessun documento tecnico che lo assevera. E stiamo parlando di un edificio per cui dopo il sisma del 2016 è stata redatta dai tecnici del Dicomac una scheda AEDES B “Agibile con provvedimenti” e dove in essa non si rileva nessuna lesione ad elementi strutturali ma solo lesioni di tramezzi e distacchi di intonaci (Delibera n. 513 del 12/11/2016).

 

Eppure si decide di individuare le aree dove costruire i due nuovi edifici e si decide di impiegare nelle nuove costruzioni i soldi stanziati per gli adeguamenti sismici delle scuole Bezzi e Don Bosco. Ma allora a che serve incaricare un tecnico per il calcolo dell’indice di vulnerabilità sismico dell’edificio scolastico Don Bosco? A tal proposito, si sottolinea come il Sindaco avesse assicurato che questo sarebbe stato fornito entro la fine del mese di luglio, ma a tutt’oggi non se ne ha notizia ancora.

Con questo comunicato, a questo punto, si vuol fare appello a tutti gli assessori, ai consiglieri di maggioranza e di minoranza, al loro senso del dovere e al rispetto del proprio ruolo istituzionale. Riflettano bene e in maniera accorta prima di “firmare” un assegno in bianco di parecchi milioni di euro: sono soldi pubblici destinati ad investimenti che impatteranno enormemente e decisivamente per i prossimi cinquant’anni sul futuro di Tolentino. Abbiano almeno l’accortezza di pretendere chiarezza sulla situazione dei vecchi edifici scolastici e sui progetti delle nuove scuole da costruire. Pensino anche ai cittadini del centro storico ed ai commercianti che lì lavorano e che, nonostante la situazione difficilissima, ancora tengono duro ed hanno fortemente bisogno di segni di rinascita e di nuovi centri di aggregazione sociale.

 

Il Comitato chiede maggiore trasparenza agli amministratori di Tolentino. Propone loro di ascoltare le ragioni di tutti i cittadini in un incontro pubblico. Chiede inoltre di spiegare le ragioni e la bontà delle loro scelte, di documentare seriamente le loro decisioni. Abbiano la forza e la dignità di dimostrare che tali scelte, che ad oggi appaiono come prese di posizione approssimative e al limite della scelleratezza, siano invece determinanti per il futuro sviluppo della città di Tolentino.

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