Tolentino come Verona? Dal Molise accuse di cori razzisti contro Diakite

SERIE D – La tifoseria cremisi respinge tutto al mittente: “Il giocatore dell’Agnonese ha provocato per tutta la partita ed è stato contestato per questo, non per il colore della pelle”

Il Tolentino perde tra mille polemiche al Della Vittoria. Clamorosa la svista arbitrale in pieno recupero con Minnozzi lanciatissimo verso l’area di rigore, la maglia assume un volume sproporzionato, ma l’assistente rimane come le famose tre scimmiette del “non vedo, non sento e non parlo”, mentre l’arbitra addirittura ammonisce per simulazione l’attaccante cremisi. Come abbia potuto vedere la simulazione, essendo lei ad oltre 50 metri dal punto in cui si è svolto il fatto, probabilmente lo avrà spiegato al commissario degli arbitri con il quale si è intrattenuta a lungo a fine partita.

Al triplice fischio però, sugli spalti si gioca un’altra partita. Clamorose le voci che arrivano da Agnone. Come riporta il quotidiano online altomolise.net “una gara tranquilla? No, il Tolentino non accetta la sconfitta ed inizia una farsa fatta di cori non piacevoli nei confronti di Diakitè. Atti uniti ad azioni deplorevoli nei confronti di tutti i calciatori dell’Olympia e del pubblico ospite”.

Esplicito il sottotitolo: “I padroni di casa non accettano la sconfitta e sfociano nel razzismo, Diakite come Balotelli”.

Insomma, tifosi cremisi e l’intero ambiente Tolentino accusati di presunti atti e cori di razzismo nei confronti di Diakitè, giocatore coloured dell’Olympia Agnonese (talentuoso classe 2000, più volte in prova con società di categorie superiori e altrettante volte rispedito a casa per ‘questioni caratteriali’). Imbarazzante.

Infatti, com’è possibile una cosa simile? Appena una settimana fa, lo stesso Tolentino ha concesso l’onere e l’onore a Ogolong di giocare con la fascia da capitano contro la Vastese (che a sua volta l’aveva data a Dos Santos) proprio per simboleggiare la lotta al razzismo dopo gli incresciosi fatti del Bentegodi, quando in quell’occasione i tifosi del Verona hanno punzecchiato il solito Balotelli.

E’ vero, qualche tafferuglio a fine gara c’è stato, forse anche la troppa vicinanza in tribuna tra le due tifoserie. In ospedale poi c’è finito il difensore cremisi (di colore, guarda il caso questo sì con i segni della partita addosso, ndr) Kamana, vittima di un colpo subito durante la partita. Vero anche che la signora Pirriatore è stata costretta a lasciare il Della Vittoria scortata dalla polizia, ma etichettare Tolentino e i suoi tifosi come razzisti sembra essere decisamente fuori luogo e quanto mai strumentale in un momento simile.

Un dato di fatto sottolineato a chiare note dalla tifoseria organizzata cremisi. La Gradinata Pallorito respinge al mittente qualsiasi accusa di razzismo: “LA GRADINATA PALLORITO non è MAI STATA RAZZISTA !
Gli Sconvolts 1988 sono sempre stati e sempre lo saranno un gruppo apolitico.
Abbiamo sempre diffidato e preso le distanze da chi porta la politica allo stadio, tantomeno forme di razzismo che non appartengono al nostro vivere ultras.

Insulti rivolti ad un giocatore di colore non vuol dire essere razzisti.
Se il giocatore provoca per tutto l’arco della partita puoi essere di qualsiasi nazionalità, ma un sonoro vaffa non te lo toglie nessuno.

Poi ci sono i soliti imbecilli che purtroppo cadono nell’ignoranza, insultando anche il colore della pelle.
Ma NESSUNO dei NOSTRI si permetterebbe di farlo, perché si sa come la pensiamo e con un calcio in culo sarebbe cacciato dalla gradinata .

Questo pseudo -giornalista fazioso tutto poteva scrivere tranne queste cagate.
(Compreso l’arbitraggio per Noi anzi per TUTTI scandaloso!)
Gli consigliamo di cambiare mestiere”.

Il giocatore cremisi Kamana trasportato in ospedale

 

 

 

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Tag
Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS