Tittarelli: “Ripartenza? Continuo rimpallo di responsabilità”

Daniele Tittarelli, dt Biagio

ECCELLENZA – L’intervento del Dt della Biagio

La Biagio resta in attesa di decisioni e documenti ufficiali che continuano a non essere diramati. Era il 5 febbraio quando si parlava di ripartenza, siamo al 6 marzo e non si è fatto alcun passo avanti concreto. Dal 25 ottobre, giorno dell’ultima partita di campionato, si poteva e doveva studiare un piano dettagliato per la ripresa inserendo da subito l’Eccellenza tra i campionati di interesse nazionale e non è stato fatto. E altre settimane, ne sono sicuro, trascorreranno ancora con il continuo rimpallo di responsabilità che sembra più un conflitto di interessi tra i massimi esponenti federali”.

E’ questo il messaggio del DT della Biagio Nazzaro Daniele Tittarelli: “E intanto i contagi purtroppo tornano ad aumentare e la situazione per pensare di giocare tra i dilettanti è improponibile. Tanto che in diverse zone italiane gli stessi governatori o sindaci stanno intervenendo con ordinanze proprie, vedi Bologna dove dall’1 al 14 marzo saranno sospese tutte le attività sportive e motorie svolte nelle palestre, nelle piscine e nei centri sportivi, pubblici e privati, anche all’aperto, incluse quelle citate alla lettera “e” dell’articolo 1 comma 10 del Dpcm 14 gennaio 2021 (livello agonistico e di preminente interesse nazionale). Non esistono ancora format, protocolli e soprattutto certezze sui ristori, espressamente richiesti da tutti i presidenti dei Comitati Regionali nella precedente riunione del 5 febbraio. Con giocatori fermi da 5 mesi, che hanno avuto al massimo la possibilità di fare una corsetta vicino casa, si propone dal 10 aprile al 30 giugno di giocare magicamente le restanti 12 giornate di campionato e magari avvincenti playoff allargati (quindi altre 3 partite): totale 15. Il tutto senza retrocessioni. Pura utopia per chi vive e conosce il calcio dilettanti, ma le illusioni hanno ormai logorato le società dilettantistiche che chiedono e pretendono chiarezza, oltre che un servizio commisurato agli investimenti sostenuti. Senza entrate, senza contributi degli sponsor e senza pubblico si dovrebbe riprendere mettendo a repentaglio tesserati che, almeno nella nostra squadra, non vivono di calcio. In questi giorni molti organi di stampa hanno dato voce alle firme di 500 esponenti di Eccellenza quando in tutta Italia le società sono 462 per un totale di circa 20mila rappresentanti: dunque una percentuale irrisoria. La realtà è ben diversa. E infatti adesso emerge che in Romagna solo 9 società vogliono giocare e in Umbria i 18 club, tutti compatti, hanno chiesto al loro presidente regionale di cancellare il campionato. La Biagio rimane alla finestra attendendo le ufficialità che ancora mancano perché è sempre stata abituata a muoversi e lavorare su fatti certi non su ipotesi. Quando eventualmente sarà il momento si metterà in moto con la professionalità che l’ha sempre contraddistinta”.

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