Tenta di incendiare la cattedrale: i carabinieri sulle tracce di un magrebino

Vendetta per un furto fallito o azione di matrice religiosa? E’ il dubbio di tanti a Senigallia

Per due volte nell’arco di poche ore, sotto gli obiettivi delle telecamere di videosorveglianza, ha tentato di dare alle fiamme la cattedrale di Senigallia. Ad agire, stando alle immagini, é stata sempre la stessa persona dai tratti somatici nordafricani. Lo ha riferito il parroco, che quelle immagini le ha viste e riviste insieme ai carabinieri del locale comando. In un primo episodio l’uomo si avvicina all’altare di Sant’Andrea e incendia una tovaglietta, ma alcuni fedeli presenti in cattedrale intervengono e spengono il principio di incendio. Poco dopo, sempre la stessa persona, si avvicina all’altare della Madonna della Speranza e compie il medesimo gesto. Ancora una volta, però, le fiamme vengono spente dalle persone che erano in chiesa e che avevano sentito odore di bruciato. Il tutto sotto gli occhi del parroco che, dopo il primo episodio, si era appostato davanti ai monitor che mostrano le immagini della videosorveglianza. Immediata, da parte dello stesso sacerdote, la chiamata al 112, con i carabinieri che ormai da 24 ore sono sulle tracce dell’uomo. Inoltre, dalle indagini é emerso anche che una delle porte secondarie della cattedrale é stata forzata. L’ipotesi più accreditata, quindi, é che l’uomo possa aver tentato di incendiare la chiesa per vendicare un tentativo fallito di furto della notte precedente. Ma, visti i tempi, non si può del tutto escludere anche la matrice religiosa.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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