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“Sulle bollette, beffati i veri terremotati”: la video denuncia di un imprenditore del cratere

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Alessandro Loreti Fera dell’azienda pasta fresca “da Luciana” di Muccia racconta la sua storia: “Hanno studiato a tavolino un requisito perfetto che ha tagliato fuori la maggior parte di noi”

In contrada Varano a Muccia dal 1997 si trova l’azienda Pasta Fresca “da Luciana”. Il terremoto dell’ottobre del 2016 ha lasciato una cicatrice indelebile che è tornata a fare male. In un video su Facebook il titolare Alessandro Loreti Fiera spiega come il decreto del Governo che propone agevolazioni sull’elettricità, in realtà non agevola nessuno, specialmente i veri terremotati, quelli che si sono trovati da un giorno all’altro senza più la loro azienda e con i loro sacrifici hanno provato a ricominciare da capo.

 

Dopo soli 50 giorni dalle scosse Alessandro ha deciso di prendere in mano la situazione e di non lasciare la sua terra: a sue spese ha riaperto l’azienda in una struttura in legno poco distante dal vecchio edificio diventato inagibile. Questo però non è bastato per beneficiare della riduzione del 40% dei consumi elettrici.

Ora stanno arrivando le prime bollette e insieme a loro, per posta, sta arrivando l’ennesima “beffa” del Governo. “Hanno studiato a tavolino un requisito perfetto; – racconta Alessandro Loreti Fera – Tutti coloro che avevano richiesto un aumento dei kilowatt per la loro attività o per la loro abitazione sono stati esclusi dall’agevolazione in questione“.

Hanno fregato tutti. Subito dopo il terremoto o non riaprivi l’attività o per forza di cose dovevi richiedere un aumento dei kilowatt. I primi due anni non avevamo la disponibilità del metano quindi siamo andati avanti con le piastre elettriche, sia per cucinare, sia per riscaldarci. Di conseguenza, il consumo di base è aumentato e tutti hanno richiesto più corrente. Oggi mi sono arrivati 13mila e 600 euro da pagare entro il 21 novembre e sulla bolletta non si parla di rate. Ora ne dovrà arrivare un’altra di un altro anno e mezzo, in totale saranno 20mila euro. Inutile dire che la riduzione del 40% mi farebbe comodo”.

“Ho riaperto 50 giorni dopo il terremoto a mie spese. Nessuno ha mai detto niente. Non perchè mi deve essere consegnato qualche merito ma non è possibile che chi ha davvero avuto il danno debba essere preso in giro in questo modo”. “Ma quello che fa più arrabbiare – conclude Alessandro – è che io ho chiamato per pagare ma mi hanno detto che il Governo aveva bloccato tutto e che non era possibile. Hanno tagliato fuori la maggior parte delle attività del cratere”.

Insomma, tre anni dopo, quando la ricostruzione è ancora un lontano miraggio, i terremotati (quelli veri) si trovano a dover fare i conti con l’ennesima beffa. Da pagare a caro prezzo.

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