Street Art, alla scoperta di Capodimonte: è il quartiere dorico dei murales

Il progetto, ideato su iniziativa di “Ancona Crea

Un “Museo a cielo aperto” nel cuore del capoluogo di regione. Il villaggio incantato, i giganti occhi, una signora in spiaggia, il duello tra Sheriff Burger e l’Hotdog messicano, il maxischermo e colorati murales tridimensionale animano Capodimonte, il rione del centro storico di Ancona, ricco di murales tra i vicoli.
Cinque lunghi anni di lavoro che hanno portato a riqualificare un’area urbana del capoluogo dorico in pieno degrado. Il progetto, ideato su iniziativa di “Ancona Crea”, ha visto la partecipazione di quasi una trentina di artisti arrivati anche dall’estero che hanno realizzato il proprio murales sotto la direzione artistica di William Vecchietti, artista e street artist anconetano. “Capodimonte è diventato un posto animato dai turisti – sostiene William Vecchietti – che d’estate passano in questo posto magico e inaspettato per ammirare la bellezza che ogni angolo del quartiere riserva, arricchito con la presenza di numerosi murales”.

Una volta arrivati a Capodimonte si approda in un vero e proprio percorso, consultabile sul portale di “Ancona Crea”, che si interseca tra vicoli e piazze per scoprire i diversi muri colorati e immergersi in ogni rappresentazione. Nel passaggio tra via Astagno e via Cialdini, una difronte all’altra l’opera Sheriff Burger di Onem e Hotdog Messicano di Skugio, poco distante “Playa”, la signora al mare con gli ombrelloni di Jo Arancibia. Salendo in Piazza Palatucci ci si imbatte nell’opera di Zip, una bambina che annusa un fiore radioattivo, e a seguire le opere più recenti di Elisa Veronelli, Tobet, ElleGi. Salendo ancora più, racchiusi in un’ampia loggia il fulcro del museo dei murales. Qui, si trova lo stile fiabesco di Daniela Nasoni che ha riportato nel quartiere in cui abita disegni e figure buffe e coloratissime, l’opera tridimensionale dell’artista milanese Tobet, “Blast machine” l’opera realizzata dall’anconetano Blast che ha ricreato intorno a una finestra in bianco e nero una particolare macchina simile a un televisore, e due opere di William Vecchietti, alias Yapwilli (artista anche dei murales che si trovano nel parcheggio Cialdini assieme a Run e Gio Pistone).

“E’ la prova di come la street art può cambiare un quartiere. Ora Capodimonte ha una luce diversa e questo progetto è stato apprezzato anche dagli abitanti del posto – continua il direttore artistico William Vecchietti – È diventato il punto della street art in Ancona. Tra i miei murales l’occhio. Mi basta vedere un muro e iniziare a realizzare il disegno di getto. All’incirca ci impiego uno/due giorni per ogni murales”.

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