In aula ha letto delle le parole scritte a penna su un foglio di carta. A scatenare il gesto un “background emotivo”. Il 25 marzo la sentenza
“Continuo a non avere un ricordo chiaro di quanto accaduto. Ho riflettuto a lungo, ma non riesco a trovare una spiegazione. Dire che non ricordo non è una giustificazione né una difesa”. Sono le dichiarazioni lette questa mattina in aula di tribunale a Pesaro da Luca Ricci, il 50enne fanese accusato di duplice omicidio aggravato per aver ucciso i genitori, strangolando la madre e colpendo con un martello il padre, nella loro casa a Fano il 24 giugno 2024.
Secondo le ricostruzioni dell’accusa, il movente potrebbe essere di tipo economico: l’imputato avrebbe dovuto recuperare circa 14mila euro per permettere la permanenza in casa dei genitori, minacciati di sfratto. Soldi che tuttavia non avrebbe recuperato.
Ricci, che in passato ha già confessato il delitto, nel suo intervento ha letto delle le parole scritte a penna su un foglio di carta. “So che ciò che è successo ha provocato una sofferenza profonda: a mia sorella, ai miei figli, alle persone a me più vicine. – ha aggiunto – So che le mie scuse non potranno mai riparare il danno causato, ma sento comunque il dovere di farle pubblicamente. Sono conscio del dolore che ho generato e vorrei che le persone a me care non debbano più soffrire per causa mia. Sono consapevole che dovrò pagare per questo e non mi sottrarrò alle conseguenze che saranno decise“.
“Il nostro assistito ha fatto queste dichiarazioni spontaneamente senza confrontarsi con noi. – afferma i legali difensori, Luca Gregori e Alfredo Torsani – Quanto ha dichiarato rispecchia proprio quella che è la sua personalità, come si è visto in tutta tutto il processo. È sempre rimasto silente, non è una persona che dialoga tanto, però sicuramente prova un profondo pentimento e penso che questo oggi si sia visto, noi, onestamente, lo abbiamo percepito”.
“Era capace di intendere e di volere, ma alle spalle aveva un background emotivo che ha scatenato quel gesto“. Il medico psichiatra Tobias Attili, consulente della difesa di Luca Ricci, è intervenuto questa mattina all’udienza del processo al Tribunale di Pesaro.
“Il consulente ha confermato una consulenza già agli atti: uno stato emotivo alterato che è emerso sulla sua natura. – affermano gli avvocati di Ricci, Alfredo Torsani e Luca Gregori – Ovviamente non abbiamo certezza di ciò che abbia fatto nascere questo background che poi ha portato a quanto è accaduto quel giorno. Il consulente ha fatto un accenno a un fallimento che riguarda episodi della sua vita, non solo l’ultimo che è in relazione alla procedura esecutiva che poi ha portato al pignoramento dell’abitazione. In generale, sono sicuramente, a detta del consulente, tutti aspetti che hanno inciso, potendo rappresentare quindi un attenuante soprattutto in relazione alla premeditazione”.
La prossima udienza è fissata per l’11 marzo, quando si terrà la discussione, mentre il 25 marzo si terranno le repliche e la sentenza.
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