Storia di Gino: un bambino a piedi nudi nella guerra poi in Fiat a casa di Marella e Gianni Agnelli

Gino Carletti e il nipote Luciano (fotoservizio Mandino Tiburzi)

San Severino Marche – Incontro con l’Autore. All’ex cine teatro Italia intense emozioni. Tra testimonianze straordinare, gli anniversari di Eugenio Montale e Giorgio Zampa ed un Premio che verra’ per l’amore verso le proprie radici

di Maurizio Verdenelli

Domenica di intense emozioni all’ex cine teatro Italia di San Severino Marche. Commovente la testimonianza dell’ottantenne Gino Carletti, che e’ sembrata tratta da ‘L’albero degli zoccoli’ di Ermanno Olmi.

“Fino a 4/5 anni sono andato letteralmente scalzo…neppure i classici zoccoli: eravamo cosi poveri a Monticole di Pitino. A piedi nudi pascolavo anche il gregge affidatomi da mio padre tra i proiettili che mi fischiavano vicino preso com’ero tra i due fuochi della seconda guerra mondiale e della Resistenza. E quando tacevano le armi, ‘smaltivo’ nei burroni bombe e granate inesplose perche’ le mie 39 pecore avessero i prati liberi senza il rischio di saltare in aria”.

Donella Bellabarba mostra Xenia di Eugenio Montale, stampato oltre 50 anfa fa dalla tipografia di famiglia

Un Incontro con l’Autore (Luciano Carletti ha presentato il suo ‘Tra la paja e lo fie’, Ilari editore) che ha avuto pure altri intensi momenti. Donella Bellabarba ha raccontato nel doppio anniversario di Eugenio Montale (125 anni dalla nascita) e del fraterno amico settempedano Giorgio Zampa (100 anni) la formidabile storia che ha visto oltre mezzo secolo fa la tipografia di famiglia stampare Xenia, opera prodromica al Nobel attribuito al poeta ligure.

Ed ancora: la prima assoluta di ‘Natu Natu Nazzare’, Canto di Natale che raccolto da Giovanni Ginobili nelle campagne settempedane, musicato da Lino Liviabella, inciso dalla Rca, non era stato mai eseguito a San Severino.

Foto di gruppo all’ex cine teatro Italia di San Severino

Un’altra testimonianza, quella di Giuliana Faraoni Arcangeli, sara’ poi alla base di una prossima annunciata iniziativa dell’amministrazione comunale. Un premio per sottolineare l’attaccamento alle proprie origini. Il sindaco Rosa Piermattei e la vicesindaco Vanna Bianconi presenti in sala hanno voluto cosi’ valorizzare la toccante vicenda, raccontata dalla nipote Giuliana, di Ezio Faraoni emigrato in Versilia dopo la guerra, cosi ancora attaccato alle proprie radici da prelevare con badili e contenitore ad ogni rientro a San Severino, porzioni di terra che poi travasa nel suo giardino toscano per allievare la nostalgia mai superata del distacco.
La serata e’ stata presentata da ‘Cisirino’ (Cesare Angeletti).

Gino Carletti con (da sn) la vicesindaco Vanna Bianconi e la sindaco Rosa Piermattei

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