Spunta un bivacco nei bagni pubblici del Parco

Situazione preoccupante ad Ancona

Hanno riverniciato delle panchine, ripulito le mura da scritte di vernice e come se non bastasse sono riusciti a realizzare anche un murales per ridare un minimo di decoro ad una zona del parco del Pincio dove si trova un caseggiato che ospita dei bagni pubblici. Una iniziativa davvero lodevole quella portata avanti da un gruppo di ragazzi che tutto si sarebbero aspettati tranne di ritrovarsi poi un vero e proprio bivacco all’interno di questi bagni pubblici che si trovano a pochi metri dal Monumento alla Libertà, proprio nella sommità del parco del Pincio.

Bivacco che peraltro era già stato segnalato da alcuni residenti della zona. Un angolo di degrado che conferma, caso mai ce ne fosse bisogno, che ad Ancona è giunta l’ora di mettere mano ad un problema che interessa decine di persone costrette a vivere in strada senza alcun tipo di assistenza in quanto sprovviste del permesso di soggiorno o richiedenti asilo. La burocrazia vuole i suoi tempi e allora questi esseri umani sono delle vere e proprie ombre il cui unico diritto è un piatto di pasta alla mensa della Caritas o in quella del povero in corso Mazzini. Senza documenti è praticamente impossibile accedere ai servizi offerti dal Comune di Ancona nè tantomeno aderire a qualche progetto di inserimento sociale. E allora in attesa del fatidico colloquio in Questura si dorme dove capita, compresi i bagni del Pincio dove i sanitari alla turca sono stati coperti con dei cartoni ma c’è anche chi ha il cuscino e gli effetti personali a ridosso del vespasiano.

Una situazione igenico sanitaria da terza mondo ma che purtroppo non è l’unica ad Ancona. Un altro bivacco di poveri disperati si trova dalle parti del Duomo in via Papa Giovanni XXIII, un luogo peraltro difficile da raggiungere al punto tale che domenica mattina per soccorrere una donna di 47 anni colta da un malore è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco oltre al personale del 118.

I bivacchi sono tornati nella zona della Stazione Marittima dove sabato sera c’è stata una mezza rissa tra africani, ma anche in piazza Fontana dove si dorme all’aperto e all’interno delle scuole Antognini in via Canale dove nei giorni scorsi la Municipale ha sorpreso sette pakistani in attesa di regolarizzare la propria posizione in Italia. Altri hanno trovato rifugio anche all’interno dell’ex ospedale Cardiologico in via Baccarani.

Quello che purtroppo manca è una struttura in grado di accogliere queste persone che sia in grado di erogare un minimo di servizi, d’altronde la politica degli sgomberi non ha portato da nessuna parte se non il risultato di spostare il problema in altri luoghi della città.

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