“Spazzafumo vota Alati alla Ciip, ma dai rubinetti esce acqua imbevibile”, stoccata di Bottiglieri

Da sinistra: Benigni (Pd), Gregori (Articolo Uno), Bottiglieri e Primavera (Nos)

“Dai rubinetti esce un liquido torbido e maleodorante, ma Piunti rimase silente e Spazzafumo lo imita”

Da alcuni anni dai rubinetti delle case esce acqua colorata e di cattivo gusto, soprattutto a Porto d’Ascoli. Quando si è trattato di fare le nomine alla Ciip, il Comune di San Benedetto del Tronto ha ripiegato sul presidente uscente Giacinto Alati, senza evidentemente riflettere che sotto la presidenza di Alati a Porto d’Ascoli l’acqua è imbevibile. Denuncia la situazione Aurora Bottiglieri, che in Consiglio comunale rappresenta Pd, Articolo Uno e Nuovi Orizzonti Sambenedettesi (Nos).

“La siccità ed il caldo – afferma  Bottiglieri – non risparmiano nessuno e quest’anno tocca anche al nord delle Marche la razionalizzazione dell’acqua, ma nel Piceno la crisi idrica va avanti da anni. Una situazione di allerta “Rosso Perenne” che nel periodo estivo a causa dell’affluenza turistica, diventa drammatica. Ed è proprio la Riviera a subirne i riflessi negativi peggiori perché malgrado le petizioni popolari, l’acqua che seguita ad essere erogata nelle case dei sanbenedettesi e in principale modo nella zona di Porto d’Ascoli è un acqua imbevibile (torbida, maleodorante e di cattivo gusto)”.

Continua: “Chi lo imputa alla gestione non ottimale del potabilizzatore di Fosso dei Galli, chi al potabilizzatore della zona industriale di Centobuchi che pare la attinga direttamente dal fiume Tronto, ma al di là delle cause, resta il fatto che il cittadino è costretto a comprare l’acqua per bere oltre che pagare le bollette esorbitanti del Consorzio Idrico. Nessuno che risolva il problema e soprattutto nessun sindaco che si preoccupi di affrontarlo. All’epoca della Petizione c’era il silente Piunti ma oggi con la figura di Antonio Spazzafumo, le cose non sono cambiate, anzi”.

La Ciip. “Il prossimo 29 giugno ci sarà il rinnovo degli organismi della CIIP, e malgrado la pessima gestione del presidente Alati, dopo settimane di tarantella sul nome del potenziale successore all’insegna della discontinuità, Antonio Spazzafumo chiude in bellezza sostenendo nientepopodimeno che Alati per il suo quinto mandato.
È proprio cosi, Spazzafumo e quella coalizione che in campagna elettorale rivendicava con fierezza di essere LIBERA dai poteri ascolani (di destra) e dai poteri offidani (di sinistra), a pochi mesi dalle elezioni fa esattamente il contrario. Nel predicare bene e razzolare male vota e sostiene tutto quel che capita (vedasi la gestione sanitaria), sempre e comunque in linea con la destra ascolana. Girando invece le spalle, a mò di voltagabbana così come è stato apostrofato, al Comitato dei Sindaci della vallata”.

Ancora Bottiglieri: “Il primo cittadino poteva dunque adempiere al suo ruolo di Comune tra i più rappresentativi, ed essere dirimente elevando ai vertici CIIP una figura competente e giovane. Ha preferito al contrario rispondere ai richiami della foresta di Castelli e Fioravanti per spostare sempre più a destra l’asse della sua Giunta, e perpetuare il reame di Giacinto Alati.

E quindi, quelle tanto sbandierate “Civiche” che nelle premesse dovevano essere garanzia di trasparenza e di buona politica, nel giro di pochissimi mesi, hanno mostrato di essere molto peggio dei peggiori partiti. Al di là della palese sudditanza rispetto ai “potentati ascolani”, che ha relegato San Benedetto al ruolo di insignificante valletta, non ci sono state nomine a tutela del nostro territorio (vedi Erap, Amat, Autorità Portuale, Ciip ed Ato), ma solo prebende a ristoro della lista di turno, presentatasi all’incasso. Scelte casuali e prive delle necessarie competenze. Una tristezza assoluta”.

Conclude Bottiglieri: “Consapevoli della scelta pro Spazzafumo ma soprattutto anti-Piunti che la coalizione PD-Articolo Uno e Nos ha fatto in occasione del ballottaggio, siamo oggi sempre più convinti di essere nella parte giusta dell’emiciclo, quella destinata alla minoranza. Rivendicando di averlo fatto con coerenza e senza tentennamenti”.

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