Alcuni passaggi dell’atto non sono stati apprezzati dai consiglieri della coalizione di governo
La riunione di maggioranza che non t’aspetti: di martedì, il giorno dedicato alle sedute della giunta. Il sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo ha chiamato a raccolta i consiglieri questa sera, martedì 8 febbraio, prima che la mozione sul nuovo ospedale di primo livello passi all’esame della commissione Sanità, indetta per mercoledì 9 febbraio.
Fibrillazioni nelle civiche San Benedetto Viva, Rinascita Sambenedettese-0735 e in Libera. Fibrillazioni perché la mozione inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale di sabato 12 febbraio in un passaggio parla di ospedale di primo livello su due presidi. E in un altro lascia intendere che l’area potrebbe essere individuata anche fuori da San Benedetto.
Il primo passaggio contestato: “Inoltre, considerato quanto previsto dal piano sanitario regionale, approvato il 4 febbraio 2020 con la Mozione 107, che a pagina 55 così riporta: “sarà individuato come presidio di 1 livello il Presidio Ospedaliero Unico AV2 di Jesi-Senigallia-Fabriano inteso nella sua articolazione di tre ospedali”, non modificato dalla DGR 891/2021, quindi tuttora vigente, che anche per l’AV5 si preveda un Presidio ospedaliero unico di San Benedetto del Tronto – Ascoli Piceno, inteso nella sua articolazione di due ospedali”.
Sembra si voglia perseguire la contestata organizzazione dell’Area vasta 5, dove il Mazzoni di Ascoli rimane il presidio principale del Piceno e San Benedetto continua a perdere servizi.
Non è neppure piaciuto il passaggio in cui si afferma che l’area venga localizzata “nel territorio di San Benedetto del Tronto o, se non possibile, nelle immediate vicinanze”. Questo punto viene visto come la mancanza di una ferma volontà di pretendere che la nuova struttura di primo livello venga realizzata a San Benedetto del Tronto.
Dunque, mercoledì 9 febbraio è in programma la commissione Sanità in cui dovrebbe essere discussa la mozione urgente sulla sanità, che sabato 12 andrebbe approvata dal Consiglio comunale. Viste la premesse, la maggioranza deciderà di ritirarla.
Alternative al ritiro? Proporre emendamenti che andranno votati in Consiglio comunale il 12 febbraio prima dell’approvazione della mozione.
