Il primo cittadino parla a ruota libera dopo le dimissioni a domino
“In questi giorni la nostra città sta assistendo ad una crisi politica che, al di là delle apparenze, non nasce da divergenze amministrative o da visioni differenti sul futuro di San Benedetto del Tronto, ma da atti di pura irresponsabilità politica”. Inizia così lo j’accuse del sindaco Antonio Spazzafumo nei confronti del gruppo consiliare Centro Civico Popolare che uscito dalla maggioranza (gli assessori Domenico Pellei e Cinza Campanelli hanno rimesso le loro deleghe) ha ufficialmente aperto la strada all’arrivo del Commissario Prefettizio.
“Quattro consiglieri, eletti nelle file della maggioranza -aggiunge il sindaco Spazzafumo- hanno scelto di voltare le spalle al mandato ricevuto dai cittadini, passando all’opposizione e minando così la stabilità dell’amministrazione comunale. A seguito di tale scelta, i due assessori di riferimento di quel gruppo, appartenenti al Centro Civico Popolare, hanno rassegnato le proprie dimissioni. È evidente che siamo ormai di fronte a un disegno volto a determinare la fine anticipata di questa esperienza amministrativa”.
“Non posso nascondere -prosegue così il primo cittadino rivierasco- il rammarico e l’amarezza per il modo in cui si è giunti a questo punto. Mi trovo oggi a dover constatare che alcuni, non avendo ottenuto ciò che pretendevano, hanno deciso di presentarmi il conto. Non mi sono piegato e per questo oggi assisto a un tentativo di demolizione che nulla ha a che vedere con l’interesse della città. Chi oggi agisce per far cadere questa amministrazione si è invece piegato, consapevolmente o meno, a logiche e manovre esterne, divenendo strumento nelle mani di chi, per mero calcolo politico, vuole fermare un percorso lungo, faticoso ma finalmente fruttuoso”.
“Un percorso che -spiega Spazzafumo- dopo anni di marginalità, aveva iniziato a restituire a San Benedetto del Tronto il ruolo che le spetta: quello di città guida del Piceno, di punto di riferimento autorevole nel panorama provinciale e regionale. San Benedetto non è il capoluogo di provincia, ma è la città più grande, la più viva, la più dinamica del Piceno. Eppure, per troppo tempo, non ha avuto il peso politico che meriterebbe. Lo dicono i fatti, lo dice la storia. Soprattutto in questi ultimi mesi avevamo cominciato a conquistare quel rispetto, quella considerazione, quella voce che mancava. E forse è proprio questo ciò che qualcuno non ha mai voluto accettare”.
Ed ancora. “Oggi si tenta di fermare tutto questo: di bloccare un processo di crescita, di modernizzazione e di autonomia che stava restituendo dignità e prospettiva alla nostra comunità. Ma sia chiaro, la responsabilità di questo gesto ricadrà interamente su chi ha scelto di interrompere un cammino che stava finalmente dando i primi risultati concreti. A coloro che hanno deciso di assumersi tale responsabilità chiedo almeno, seppur con poche speranze, un atto di coerenza e di coraggio: presentatevi in Consiglio comunale e spiegate alla città le ragioni di questa scelta. Abbiate il coraggio di guardare negli occhi i cittadini che vi hanno votato, e spiegate loro perché avete deciso di interrompere un percorso così difficile ma così necessario. Non vi nascondete dietro messaggini, voci o comunicati anonimi -conclude il sindaco Spazzafumo- siate trasparenti, assumetevi la responsabilità politica e morale del vostro gesto”.
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