Sottil: “La vittoria più bella della mia carriera”

Andrea Sottil

SERIE B – Le parole del tecnico ascolano dopo l’impresa salvezza

Quando ho accettato questo incarico nella mia testa c’è sempre stata la certezza e la convinzione di poter centrare l’obiettivo, sapevo che sarebbe stato molto difficile“. Queste le parole di un emozionato Andrea Sottil in sala stampa dopo la vittoria contro il Cittadella e la conquista della salvezza. “Per come conosco Ciro Polito, come uomo prima ancora che direttore, siamo partiti essendo sempre convinti di potercela fare. Sinceramente ci sono stati dei momenti difficili, è ovvio, ma la convinzione era massima. Quando si è in tribuna tutto è snervante perché non sfoghi. Ero dispiaciuto però i ragazzi sono stati bravi. Potevamo chiuderla di più la partita ma a questi ragazzi devo solo fare i grandi complimenti, sono stati tutti quanti magnifici”.

Impresa che, in quanto tale, deve avere delle dediche speciali: “La prima dedica va alla mia famiglia, mi sono sempre stati vicini, anche quando non lavoravo. Quando hai armonia e amore in famiglia trovi serenità. Poi la mia mamma, purtroppo l’ho persa, domani è anche la festa della mamma. Lei sarebbe stata felicissima. Queste sono le principali perché me le sento dal cuore. Poi ci sono ringraziamenti speciali, più che dediche: innanzitutto a Ciro Polito che ha visto in me il profilo giusto. Era la prima volta che lavoravamo insieme e devo dire che il lavoro è stato grande. Ovviamente ringrazio il patron Pulcinelli, presente ma che ci ha lasciato lavorare. Poi il mio staff, per me fondamentale perché mi sopportano tutti i giorni, grandi professionisti. Per ultimo poi i miei ragazzi, io penso che siano stati straordinari e devono essere ricordati qua ad Ascoli per tantissimo tempo. Soprattutto nel periodo finale hanno dimostrato di essere una grande squadra giocando un gran calcio con una media punti da playoff. In Serie C ho vinto dei campionati ma questa è la miglior vittoria della mia carriera. L’uomo più decisivo? Sarebbe sbagliato fare un nome singolo, ma ti dico Federico Dionisi. Un leader che è entrato in punta di piedi e ha dato tutto. Poi Brosco, Eramo, Leali, Pucino, giocatori straordinari. Nomino questi perché sono stati sempre dei trascinatori, ma tutti meriterebbero di essere nominati”.

Cosenza? Per me il confronto duro dopo quella partita è stato il punto di svolta. Avevamo degli alti e bassi disarmanti delle volte, dopo la riunione di un’ora e mezza è uscito un Ascoli più positivo. Abbiamo dato una traccia tattica precisa, partendo dall’idea che Sabiri era un trequartista e poteva essere uno dei fulcri di questa squadra. Poi il lavoro mentale ha fatto il resto, anche con il mental coach che ha fatto un lavoro pazzesco. Ad un certo punto, per continuità e caratteristiche, ho deciso di giocare sempre con quasi gli stessi undici. Da lì abbiamo costruito le partite e più che la gestione dei cambi è cambiata la funzionalità della squadra, anche di chi è subentrato. I tifosi hanno sofferto a distanza, un gran peccato. Nello sport la gente che tifa è la componente più bella. Ascoli ha una storia gloriosa, per me è stato un grande onore allenare in questa piazza. Sono contento per i tifosi e anche orgoglioso di aver raggiunto l’obiettivo. In questo momento in cui per il covid si soffre penso che oggi possano gioire e se lo meritano. Futuro? Non voglio essere retorico, sarei molto contento di continuare. Devo confrontarmi con presidente e direttore. Vero che abbiamo fatto un capolavoro ma bisogna confrontarci un attimo e mettere sul piatto quali sono le mie idee per lavorare. Un conto è subentrare, l’altro è iniziare dal giorno uno. Parleremo con la società.