“Sono un clandestino: devo andare in galera!”: 35enne si autodenuncia dopo la doppia espulsione

Nel 2017 aveva scontato una pena di due anni e quattro mesi per maltrattamenti in famiglia

“Sono un clandestino. Non ho il diritto di stare qui. Portatemi in carcere”. Queste le parole di un polacco di 35 anni che martedì 28 maggio si è presentato in caserma dai carabinieri di Jesi per autodenunciarsi. L’uomo era già stato espulso due volte dall’Italia e di nuovo ha ignorato il provvedimento di espulsione. I militari lo hanno accontentato: il 35enne è stato trasferito in una cella del carcere di Montacuto.

Ieri il giovane polacco è stato portato in tribunale per non aver rispettato il provvedimento di espulsione decretato dopo l’espiazione di una pena di due anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti nei confronti della madre e del fratello con cui viveva a Jesi. Nell’aprile del 2017 era stato portato in Polonia, ma era rientrato in Italia dopo tre mesi.

Anche in quell’occasione era stato arrestato e riallontanato di nuovo. Da quanto emerso, il ritorno a Jesi di martedì sarebbe collegato ad una fuga da una situazione di pericolo in cui si era cacciato in Germania.

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