“Sono affamato e folle come Steve Jobs, ho un sogno: Macerata di nuovo grande”

Sandro Parcaroli

Sandro Parcaroli, presentazione boom nel cortile della sua ‘Vere Italie’

di Maurizio Verdenelli

“Ho conosciuto Steve Jobs e mi sono riconosciuto in lui ‘affamato e folle’. Come lui sono un costruttore di sogni ed un visionario, ed ho ancora un sogno da realizzare dopo aver ottenuto tutto nei miei 63 anni di vita. Fare di nuovo grande Macerata, riconsegnarLe il ruolo di capoluogo“.

Un bagno di folla un focolaio di entusiasmo, applausi ogni volta la sua voce rotta dalla commozione in perenne agguato, s’incrinava-baci ed abbracci, grida di ‘bravo’ (pure da Anna Menghi, Francesca d’Alessandro, Deborah Pantana e Momo Mosca) strette di mano calorosissime, nessun riguardo per il distanziamento sociale schiantato dallo tsunami di consenso collettivo da parte degli oltre cento raccolti nell’emiciclo che fu in tempi lontani Sferisterio per il giuoco al bracciale il cortile di Palazzo Floriani Carradori. Dove oggi pomeriggio si è tenuta la presentazione ufficiale di Sandro Parcaroli, candidato sindaco del Centro Destra finalmente unito ed entusiasta per la scelta bis, dopo l’indicazione Marchiori.

Intorno al patron di Medstore ed Italie Vive (il ristorante si affaccia proprio all’antico e nobile cortile) a cominciare dal candidato Governatore, Acquaroli giunto con 27′ di ritardo, tutti gli stati maggiori degli alleati della Lega. Da Fdi, FI, Udc, Cdu, Citta’ Viva, Comitato Menghi e tanti simpatizzanti e pure curiosi. In prima fila, fuori dal palco il primo presidente di Bdm, Cesarini; la dott.ssa Vitaliana Vitaletti, e pure intravisto l’ex rettore Alberto Febbraio. Sul palco con i parlamentari Patassini e Pazzaglini, il coordinatore della Lega, Marchetti inviato di Salvini che era riuscito ad emozionare e a far dire l’atteso sì a Parcaroli.

Che è stato ricco di citazioni suscitando battiamo fragoroso ogni volta. Disney: se puoi sognarlo puoi farlo, Churchill: per migliorare devi cambiare. Einstein: non può risolvere i problemi chi ha contribuito a crearli. Stoccate al competitor Ricotta, mai citato, per il quale Parcaroli ha professato rispetto. Ricordandogli pero’ una micidiale stilettata che ha scatenato il popolo del Centrodestra: “lo capisco, è partito molto prima di me perché ha effettiva necessità di spiegare molte cose, mentre io non ne ho alcun bisogno. Noi siamo rivolti al futuro, a costruire il nuovo volto di Macerata“.

Due grandi dichiarazioni d’amore: per la città sempre nel cuore, e per l’amatissima moglie Manuela con i figli Lucia e Stefano. Ha citato il caso Pamela, il pericolo che incombe sui giovani, i due ragazzi ternani uccisi dalla droga e pure il video ricevuto la sera prima di una furibonda lite tra giovani neri nei pressi dei Giardini Diaz. “In quei giardini dove passeggiavo con mio figlio fino a mezzanotte buttando sassi nella vasca dei pesci rossi. Voglio ora poterlo fare adesso con i miei nipotini”.

La sinistra l’accusa di non essere maceratese e di non avere esperienza politica. “Ho vissuto in città per 16 anni, poi mi sono trasferito a Crispiero nel cuore del territorio devastato dal sisma. Un atto di generosità che intendo confermare. Come l’amore per Macerata. Ne è prova il ristorante nel cuore di un centro storico lasciato declinare, e la sede centrale di Medstore mantenuta nel territorio. Una scelta certo non strategica ma fatta col cuore. Così come la sponsorizzazione del volley Montalbano con cui intendo colmare il vuoto lasciato da Lube e il mecenatismo dimostrato con Macerata Opera”. Ancora: “E’ vero: non sono un politico. Sono uno di voi (applausi) ed insieme con voi voglio un nuovo rinascimento di questo nobile capoluogo, che fu grande non molto tempo addietro”.

A quando il programma? ” Fra qualche giorno. Lo spiegherò ai maceratesi, pubblicamente. E lo implementeremo insieme. E non sarà un libro di favole per il prossimo decennio lontano. Voglio ascoltare ciascuno dei miei cari cittadini senza preclusioni politiche così come faccio quotidianamente con i miei 200 dipendenti, clienti e fornitori. Lavoro 13 ore al giorno, e farò di più ancora per Macerata. Per ridarLe competività e sopratutto futuro come fosse un’impresa. Ed io di questo, come noto, me ne intendo”.

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