Sit-in dei Centri Sociali alla Pfizer: “I brevetti dei vaccini diventino pubblici”

Striscioni, fumogeni, volantini: “Il nostro vivere non è in vendita”

di Luca Gabrielli

Oggi (abato 20 febbraio) i Centri Sociali delle Marche hanno in campo un’azione comunicativa davanti alla ditta Pfizer in provincia di Ascoli Piceno. Striscioni, fumogeni, volantini per dire che la ricerca scientifica deve essere pubblica, che l’accesso al vaccino Sars-CoV2 deve essere libero e gratuito, che la proprietà intellettuale va immediatamente sospesa, che i brevetti vanno espropriati, resi pubblici e utilizzati per la produzione di vaccini su larga scala, che il know-how e le innovazioni tecnologiche e scientifiche vanno condivise.

 

Il vaccino oggi è un terreno di scontro politico. – spiegano gli organizzatori – Chi ne detiene la proprietà esercita un’influenza diretta sulla complessità della produzione economica e della riproduzione sociale.
Vaccinarsi vuol dire tutelare la propria salute, recuperare la propria libertà e riprendere la propria attività lavorativa. Vale come individuo, vale come specie e vale come gruppo sociale.
Il battere del tempo è determinato dal virus, accelerato dalle sue varianti, saturato nelle terapie intensive, sospeso nei redditi e nei salari, dilatato tra solitudine ed isolamento, fermo nel dolore e nei lutti.
Il controtempo si batte con una campagna vaccinale rapida, efficace e sicura. Non è in ballo solo la salute individuale, ma il nostro con/vivere sociale. Però, c’è un però, per vaccinare servono i vaccini, servono in enorme quantità e servono subito“.

“Per questo è inaccettabile che i giganti del farmaco come Pfizer-Biontech, Moderna o AstraZeneca facciano profitti su quello che oggi si può tranquillamente definire un bene primario. E’ ancora più grave che mentre si rallenta drasticamente la campagna vaccinale per presunti problemi produttivi, inizino ad emergere filiere di mercato parallele con la conseguenza non solo di un maggior lucro, ma anche dell’aumento del prezzo d’acquisto degli stessi vaccini.
Le aziende farmaceutiche sono state sostenute da ingenti finanziamenti pubblici, sono state agevolate dall’Unione Europea con un contratto che è riassumibile nella logica liberista “perdite pubbliche, profitti privati” e grazie al brevetto, si appropriano di quello che è a tutti gli effetti un bene comune. Non solo il vaccino, ma il diritto alla salute.
La nostra salute, la nostra libertà, la nostra socialità e il nostro vivere non sono in vendita.

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