Attese, costi e disservizi aggravano le difficoltà dei pazienti e delle famiglie
In occasione della Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro, che si celebra oggi, 4 febbraio, arriva da Osimo una testimonianza significativa sulle criticità ancora presenti nella gestione dei pazienti oncologici. Un uomo ha deciso di raccontare in forma anonima la difficile esperienza di sua moglie, malata oncologica, per portare attenzione sulle difficoltà che pazienti e famiglie affrontano quotidianamente.
Tutto ha avuto inizio nel 2014, quando la donna è stata operata per un tumore al seno, trattato con quadrantectomia. Dopo dieci anni, nel 2024, la malattia è tornata con una recidiva più aggressiva, definita “triplo negativa”. A novembre 2025 è stata impiantata una protesi al seno, ma da quel momento sono iniziati ulteriori problemi di salute.
Il marito racconta che la paziente ha iniziato a presentare gonfiori ai linfonodi e dolore alla mano, sintomi che inizialmente non hanno trovato una risposta tempestiva dal sistema sanitario. Solo a dicembre, dopo un mese e mezzo di attesa per una radiografia, è stato evidenziato un quadro più grave: multipli noduli metastasici ai polmoni e un crollo patologico della vertebra D3.
Successivamente, la paziente ha subito radioterapia e biopsia, ma anche in questo percorso le tempistiche sono state critiche. Per il busto ortopedico necessario a sostenere la schiena, la famiglia ha dovuto anticipare 450 euro per garantire la mobilità della paziente.
“Non si può giocare sulla vita degli altri solo perché i protocolli sono questi”, commenta il marito, sottolineando come ritardi e mancanza di coordinamento possano avere conseguenze gravi per chi combatte contro il cancro.
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