Sindaco bacchetta Regione: “Ozono spot elettorale, come affrontiamo pandemia?”

Leonardo Catena, primo cittadino di Montecassiano, senza peli sulla lingua

“È quasi surreale che in piena emergenza Covid-19 si torni a discutere di ospedali unici piuttosto a spiegare bene cosa si è fatto e cosa si pensa di fare nelle prossime settimane per gestire la situazione ed evitare che il sistema sanitario vada in tilt completamente“. Sono le dure parole del Sindaco di Montecassiano, Leonardo Catena.

 

“Già gli operatori sanitari e sociosanitari sono sottoposti a una grande pressione. Una pressione forte che si scarica sia sui medici di medicina generale (medici di famiglia), sia sui pediatri, sia sugli ospedali e sulle strutture assistenziali.
Ieri ho chiesto, in un incontro con Asur, Prefettura e colleghi sindaci tanto necessario quanto forse arrivato con un po’ di ritardo, come ci si sia organizzati con l’assistenza sanitaria domiciliare. Quello che fu uno degli anelli deboli della prima ondata, oltre alla limitatezza dei posti in terapia intensiva, degli strumenti sanitari e di una buona pianificazione del sistema sanitario per fronteggiare questo tipo di emergenze.
Per cinque anni abbiamo parlato anziché di riorganizzazione sanitaria, che è un servizio prioritario per la vita delle persone, di ospedale unico provinciale scatenando polemiche e comprensibili difese territoriali. Algoritmi che rubavano la scena a ragionamenti politici approfonditi. Calcoli matematici e ragionieristici a posto di valutazioni politiche su servizi che incidono sulla vita delle persone”.

Il Sindaco Leonardo Catena

“Che ora si torni in questo particolare momento a discutere di quale organizzazione dare ai vari livelli assistenziali e di come riorganizzare gli ospedali lo trovo sbagliato nei tempi e nei modi. – continua il primo cittadino – Le scuole cominciano ad essere in difficoltà quando più classi e docenti finiscono in quarantena. Fare tamponi prima per accorciare i tempi di quarantena è possibile? I medici di famiglia e i pediatri sono disponibili a fare i tamponi e a migliorare il sistema di tracciamento e isolamento dei positivi e dei loro contatti? Ci sono tamponi disponibili?
In che modo gli enti locali possono dare un contributo?
Cosa sta facendo la Regione per migliorare l’organizzazione e l’efficienza del sistema?

 

“La pandemia ha dimostrato proprio come la logica dell’ospedale “unico” sia disfunzionale. Poi, unico di cosa? La legislazione nazionale, non contempla le aree vaste, ma i bacini d’utenza che devono avere un’omogeneità sociale economica ed epidemiologica e le reti cliniche (cardiologiche,oncologiche…etc) che si sviluppano per intensità di cura. Servono percorsi diagnostici/terapeutici.
Forse dovremmo preoccuparci di come affrontare al meglio questa pandemia. Ritrovando un minimo di coordinamento e collaborazione fra enti. Altroché sperimentazioni di idrossiclorichina e ozono annunciate a modo di spot elettorale!

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