Sicurezza e disagio sociale, Canducci: “I comuni lasciati soli senza una strategia nazionale”

di Fulvia De Santis

SAN BENEDETTO DEL TRONTO VERSO LE ELEZIONI – L’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra richiama l’attenzione su microcriminalità, disagio sociale e politiche di accoglienza

“La sicurezza a San Benedetto del Tronto non può essere ridotta a slogan o a singoli episodi isolati”. È questo il punto di partenza dell’intervento di Paolo Canducci, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che richiama l’attenzione su microcriminalità, disagio sociale e politiche di accoglienza, temi che, a suo avviso, vengono affrontati senza una visione strutturale. In vista delle prossime elezioni amministrative, Canducci conferma l’impegno di AVS all’interno del centrosinistra.

“Io do sempre una mano alle elezioni amministrative – afferma – e anche questa volta parteciperemo come Alleanza Verdi e Sinistra. Ci auguriamo che il centrosinistra riesca a trovare una condivisione su un candidato sindaco e poi a vincere le elezioni. La scelta del candidato spetta alla coalizione, questa è la nostra posizione”.
Entrando nel merito della situazione cittadina, Canducci evidenzia come il problema nasca quando singoli episodi vengono usati per colpire intere categorie di persone. “In questa vicenda, e in particolare nel caso del Ponte Rotto, si evidenzia solo l’aspetto negativo derivante da alcuni comportamenti illeciti e dietro questa descrizione si fa rientrare chiunque viva in strada o chi sia costretto a emigrare dal proprio Paese. Quando si generalizza, la possibilità di commettere errori è altissima”.
Pur comprendendo le difficoltà dei residenti, Canducci invita a mantenere equilibrio. “Capisco chi trova l’auto danneggiata o chi è costretto a subire rumori notturni continui. Non è semplice, ma da qui a dire che tutti coloro che non hanno una casa o che provengono da un altro Paese delinquono ce ne passa”.

La sicurezza, ribadisce, è un tema serio, ma non può essere ridotto a propaganda. “La destra ha trasformato la sicurezza in un tema elettorale, dimenticandosene il giorno dopo le elezioni. Governa il Paese da anni ma, nonostante ciò, non ha messo un centesimo in più per le forze dell’ordine, che oggi non hanno risorse sufficienti per garantire i turni notturni o coprire tutte le esigenze di un territorio”. “Oggi non ci sono abbastanza agenti. Poi si interviene solo aumentando le pene, cancellando o modificando reati con un colpo di penna. Queste sono riforme a costo zero che non risolvono nulla”.
Il problema, secondo l’esponente di AVS, riguarda tutta Italia. “I sindaci, attraverso l’ANCI, chiedono da mesi, se non da anni, più personale e più risorse al Ministero dell’Interno. La sicurezza è una competenza primaria dello Stato e il Governo dovrebbe assumersi questa responsabilità”.
Accanto alla risposta immediata sul piano dell’ordine pubblico, Canducci richiama la necessità di affrontare il disagio sociale. “Negli ultimi anni il disagio sta crescendo ovunque. Coinvolge adulti che non riescono a permettersi una casa o ad arrivare a fine mese, ma coinvolge anche moltissimi giovani”.

A San Benedetto, spiega, gli episodi legati al Ponte Rotto riguardano soprattutto persone senza dimora, ma il fenomeno è più ampio. “In tutta Italia assistiamo a situazioni che coinvolgono giovani che una casa ce l’hanno, ma che vivono altre forme di povertà”.
Uno dei nodi principali è la mancanza di spazi. “Un sondaggio della biblioteca comunale evidenzia che l’80% dei giovani segnala l’assenza di luoghi dove potersi incontrare. Per difficoltà economiche molti si ritrovano in parchi e piazze, ma questo non può essere sufficiente. I comuni dovrebbero essere aiutati a creare spazi facilmente raggiungibili, con attività legate alla musica, al cinema, ai giochi: spazi pensati per i giovani e gestiti dai giovani”.
Altro tema centrale è quello della casa: “Manca completamente una politica nazionale dell’abitare. A San Benedetto ci sono decine di famiglie in attesa di una casa popolare. Il Governo ha persino tagliato i fondi destinati ai comuni per sostenere chi non riesce a pagare l’affitto. I servizi sociali intercettano il disagio, ma poi si scontrano con l’assenza di alloggi disponibili”.

Canducci respinge anche le critiche rivolte alla Caritas. “La Caritas non è il problema, è un pezzo della soluzione. Fa quello che dovrebbe fare lo Stato. Non può fare tutto da sola, ma criminalizzarla o chiederne lo spostamento significa non voler affrontare il vero problema”.
Finché il Governo continuerà a fare propaganda sulla sicurezza senza investire in forze dell’ordine, casa, accoglienza e politiche giovanili, i comuni resteranno soli e i problemi continueranno a crescere. La sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma con scelte politiche serie, investimenti e una visione di lungo periodo”.

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