Si stacca una grondaia vicino alle scuole, paura per genitori e bambini

Duro l’attacco di Berardinelli (FI): “Nel capoluogo manca un vero e proprio progetto per il recupero di questi immobili”

Mattinata quella di ieri piuttosto movimentata in via Tavernelle, ad Ancona, dove si è staccata una grondaia in plastica ancorata sotto il tetto dell’edificio che un tempo ospitava le scuole elementari. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati alcuni genitori che stavano accompagnando i propri figli alle vicine scuole medie Marconi e nella nuova sede delle elementari Maggini, sempre in via Tavernelle.

Una grondaia, sospesa nel vuoto, che rischiava di venire giù da un momento all’altro proprio nei pressi dell’attraversamento pedonale. Un pericolo imminente notato anche da una pattuglia della Polizia Locale presente sul posto per regolare la viabilità nell’orario di ingresso ai due istituti scolastici. Vista la situazione che si era venuta a creare, sul posto è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco arrivati poi in via Tavernelle con tre mezzi: un’autoscala, un furgone e un’autopompa di servizio. Un intervento non semplice quello portato avanti dai pompieri, non tanto per la rimozione della grondaia pericolante, ma per il fatto che il cestello dell’autoscala è dovuto passare in mezzo ai fili  della rete elettrica che garantiscono l’alimentazione dei filobus. Una volta in quota i pompieri hanno rimosso sia la grondaia che alcuni parti ammalorate dell’edificio.

Una cosa è certa, l’amministrazione comunale sembra avere qualche difficoltà nel gestire gli immobili che da anni non vengono utilizzati. L’ex scuola Maggini è uno dei tanti esempi, con l’immobile che anni fa era stato inserito nel piano delle alienazioni ma nessuno si è fatto avanti per acquistare il complesso che poco alla volta è diventato un ricettacolo di sbandati e senza fissa dimora. Scuole dove sono cresciute intere generazioni di bambini e che ora invece sono diventate il simbolo dell’abbandono e del degrado al punto tale che spesso finiscono agli onori della cronaca.

Un copia e incolla dello stabile che un tempo ospitava l’Ipsia ad Ancona in via Curtatone. L’immobile, di proprietà del Comune, negli ultimi anni tra polizia, carabinieri e polizia locale si contano decine di interventi per spaccio di sostanze stupefacenti, invasione di pubblici edifici e danneggiamenti in genere. Quello che manca purtroppo, è un piano di recupero di questi immobili che difficilmente vengono piazzati sul mercato.

Sull’intera vicenda è intervenuto Daniele Berardinelli, esponente di Forza Italia in consiglio comunale. “L’edificio fa parte di uno dei tanti flop dell’amministrazione Mancinelli, i progetti di autorecupero e autocostruzione, che hanno riguardato quattro immobili di proprietà comunale, progetti annunciati per ben tre volte con squilli di tromba e palloncini colorati e relative conferenze stampa nel 2014, 2017 e 2018. Affidato il programma, come spesso accade, ad una cooperativa con funzioni di “supervisione”, in realtà non ha mai visto l’inizio dei lavori di ristrutturazione degli immobili in stato di abbandono che sono diventati un pericolo. Ma è tutta la città che in realtà soffre di una mancanza di progettualità complessiva a medio-lungo termine, con il sindaco Mancinelli che addirittura rivendica con orgoglio questa mancanza di visione complessiva e continua imperterrita nell’approvazione di varianti puntuali, cioè nell’approvazione delle richieste dei singoli imprenditori, senza indirizzare invece lo sviluppo urbanistico e sociale della città. Risultato, un’accozzaglia di iniziative scollegate tra loro, così come scollegate sono le ipotesi di acquisto e scambio degli immobili pubblici: dai Mutilatini al liceo Savoia, dall’ex Angelini impregnata di amianto all’ex IPSIA, alla caserma Fazio, più da gioco del Monopoli che frutto di un serio progetto di sviluppo di un capoluogo di regione”.

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